Chieti (, Chjïétë o Chjìtë in abruzzese) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Abruzzo.
Divisa tra il centro storico collinare, situato tra i fiumi Pescara e Alento, e il quartiere Chieti scalo nella Val Pescara, la città è posta a breve distanza sia dal mare che dalla montagna. In passato è stata la principale città del popolo dei Marrucini, municipio al tempo dei Romani, e successivamente capoluogo dell'Abruzzo Citeriore; durante la seconda guerra mondiale venne dichiarata città aperta a causa del gran numero di sfollati che vi trovarono rifugio.
Geografia fisica Territorio La collina di Chieti è situata nella parte centro-orientale dell'Abruzzo, raggiunge un'elevazione massima di 348 metri sul livello del mare, e divide le acque del bacino del fiume Pescara (a nord) da quelle del fiume Alento (a sud).
La città gode di una favorevole posizione geografica, sia perché vicina alla riviera adriatica e alle masse montuose della Maiella e del Gran Sasso, sia perché collegata alle vicine reti di trasporto del versante adriatico, come l'autostrada A14 e la ferrovia Adriatica.
La città è divisa in due centri principali, Chieti alta e Chieti Scalo.
Chieti alta è il nucleo collinare della città e comprende il centro storico che, situato sulla sommità pianeggiante del colle, ospita numerosi resti ed edifici in vari stili che raccontano delle molte fasi storiche attraversate del capoluogo teatino.
Chieti Scalo è invece la parte più moderna e industriale della città. Situata a nord della collina ed estesa fino all'argine destro del fiume Pescara, si è sviluppata seguendo prevalentemente il percorso dell'antica via Tiburtina Valeria, che nel tratto urbano viene ridenominata e suddivisa in via Aterno, viale Abruzzo, viale Benedetto Croce e viale Unità d'Italia, e della ferrovia Roma-Pescara. Tramite lo sviluppo di questa parte di città, Chieti si è saldata e integrata nell'area metropolitana pescarese-chietina, che raggiunge una popolazione totale di circa 350.000 abitanti.
Clima
Il clima è tipicamente mediterraneo, e beneficia degli influssi di origine marina (la città dista dal mare poco più di 10 chilometri nella zona di Chieti Scalo), ma al contempo risente dell'influenza della Maiella, da cui dista circa 25-30 km. Le temperature non sono né eccessivamente elevate, né troppo rigide, e le escursioni termiche tra il giorno e la notte si presentano decisamente contenute, come solo in alcune località abruzzesi della costa.
Nel mese di gennaio (quello più freddo) si ha in media una temperatura di 6-7 °C, con le minime di 4-5 °C e le massime di 9-10 °C. In inverno può a volte accadere che con correnti da sud-ovest Chieti si ritrovi sotto condizioni di favonio (o föhn), capaci di provocare un repentino aumento della temperatura, che può arrivare persino a sfiorare i 25 °C, e una diminuzione dell'umidità relativa. Dall'analisi di numerosi dati, reperiti presso gli uffici del comune, le temperature minime notturne invernali hanno fatto registrare dei valori notevolmente alti, che sono forse pari solo a quelli del promontorio di Vasto: infatti non risulta che la minima assoluta abbia mai toccato i -10 °C, mentre nel circostante territorio si è potuti giungere a punte di -10 °C e oltre. In inverno la neve può cadere abbondante, spesso con punte anche di un metro, per l'arrivo delle perturbazioni dall'Est europeo: infatti a causa di correnti da nord-est Chieti risente sia dello stau, che provoca precipitazioni generalmente deboli, più intense se accompagnate da una depressione, sia del buran siberiano.
Nel mese più caldo (luglio) la temperatura minima si aggira sui 20-21 °C, mentre la massima sui 30-31 °C, specie a Chieti Scalo, e come sempre più frequentemente sta accadendo, per l'influenza dell'anticiclone nordafricano, può succedere che di notte il termometro non vada al di sotto dei 20-22 °C, mentre di giorno si possono raggiungere valori massimi anche di 35-36 °C, valori esasperati anche dalla forte umidità che di solito li accompagna.
Le precipitazioni sono decisamente abbondanti se raffrontate con quelle di altre aree dell'Abruzzo adriatico (sui 600-700 mm annui, che sono riscontrabili allo Scalo, più di 800 nella parte collinare) grazie alla buona esposizione del rilievo alle perturbazioni, prevalentemente nordoccidentali e nordorientali e concentrate soprattutto nell'autunno e nell'inverno. Tuttavia a differenza di molte città del Nordeuropa le piogge sono distribuite in meno giorni (all'incirca sugli 80-100 giorni all'anno), questo significa che molto spesso si verificano dei temporali di eccezionale vigore, non infrequentemente accompagnati da grandine o fulmini. Una certa secchezza e scarsità di precipitazioni si può riscontrare in estate, in cui il bel tempo è interrotto solo a lunghi intervalli da piogge e temporali, soprattutto pomeridiani, causati da depressioni cicloniche che dal Nord Atlantico valicano le Alpi, sfaldando il regime dominante di alta pressione. Verso la seconda metà di agosto fanno la loro comparsa le prime precipitazioni significative, e i picchi massimi annuali di precipitazioni si registrano fra ottobre e novembre.
Il vento è spesso intenso, ma al contempo mitiga le temperature estive. A causa della sua peculiare posizione collinare Chieti è una città tra le più ventose d'Italia, i venti sono frequenti soprattutto in inverno, durante il quale sono freddi (siberiani) e portano neve e gelo, e in primavera, durante la quale portano la particolare brezza collinare.
I valori di umidità diurni non sono di solito elevati, anche se, specie in luglio e agosto, si hanno lunghi periodi assai afosi, dovuti principalmente all'anticiclone nordafricano e alla vicinanza al mare.
Storia
Antichità e periodo romano
Secondo alcune leggende di origine seicentesca, le origini storiche di Chieti si confondono con la mitologia:Girolamo Nicolino, Historia della Città di Chieti, Napoli 1657. una leggenda racconta che l'odierna Chieti sarebbe stata fondata nel 1181 a.C. dall'eroe Achille, che le avrebbe dato il nome Teate in onore di sua madre. L'eroe omerico è rappresentato nello stemma del comune su un cavallo rampante, mentre regge una lancia e uno scudo su cui è raffigurata una croce bianca su campo rosso con quattro chiavi, che rappresentano le quattro porte d'ingresso della Chieti medievale (Porta Sant'Anna, Porta Santa Maria, Porta Napoli e Porta Pescara).
Altre leggende sulle origini di Chieti, riportate da Lucio Camarra, Girolamo Nicolino e Niccolò Toppi, ma anche dal poeta Federico Valignani, narrano che sarebbe stata fondata dai Pelasgi in onore della ninfa TetiG. Nicolino, Historia della Città di Chieti, Napoli 1657, p. 2.. Secondo lo scrittore Girolamo Nicolino la nascita di Chieti risalirebbe al 1181 a.C. Strabone riporta che la città era chiamata in origine Teatéa (), ed era il centro principale dei Marrucini (τὴν τῶν Μαρρουκίνων μητρόπολιν)Strabone, Geographica, V.4.2..
Ad ogni modo la città, nota epoca romana come Teate Marrucinorum, fu fondata dal popolo italico dei Marrucini, in principio stanziati nella zona di Rapino, e ne divenne in seguito il centro principale. Questi ultimi, pur non facendo parte della lega sannitica, sostennero i Marsi e gli altri popoli italici negli scontri contro Roma, conclusi nel 304 a.C. con la sconfigga degli italici. Da quel momento i Marrucini divennero alleati dei Romani, offrendo loro appoggio militare in numerose battaglie della repubblica contro Pirro, i Galli cisalpini, Perseo di Macedonia, Annibale e Asdrubale.
I Marrucini parteciparono in seguito alla Guerra sociale per il riconoscimento della cittadinanza romana a tutti gli Italici e dove perse la vita, sconfitto da Gaio Mario, il condottiero marrucino Asinio Herio, (la cui stirpe, trasferita a Roma, formò la gens Asinia). Roma vinse la Guerra sociale ma concesse la cittadinanza a tutti i popoli italici. Nel 91 a.C. Chieti entrò definitivamente nell'orbita romana: fu eretta a municipio e urbanizzata, secondo i canoni romani. Fu arricchita delle strutture proprie dei municipi romani con un foro, un teatro di circa ottanta metri di diametro avente come sfondo il monte Gran Sasso d'Italia (visibili tuttora resti di un pezzo di cavea), un anfiteatro di medie dimensioni, un acquedotto con relative canalizzazioni anche sotterranee e le terme, strutture ancora parzialmente visibili in vari stati di conservazione e dotate di cisterna sotterranea a nove ambienti di grande capacità e ottimamente conservata.
Medioevo La distruzione di Pipino d'Italia e ricostruzione della contea
A seguito del crollo dell'Impero romano, Chieti tornò ad avere un ruolo predominante sotto la dominazione dei Longobardi che la fecero gastaldato di dominio regio, finché non fu distrutta da Pipino d'Italia nell'801.
La definitiva cesura storica fra la città antica e quella medievale, è rappresentata dal Sacco dell'801, allorché la città, all’epoca prefettura di castelli longobarda, difesa dal Conte Roselmo, fu data alle fiamme.Cristiano Vignali, "Chieti nella Tarda Antichità", 2015 In seguito fu ricostruita, e divenne con i Franchi sede della Contea omonima; essendo già sede di un "comes" dall'epoca longobarda, con la dinastia franca degli Attoni, Chieti crebbe di prestigio, e annetté vari feudi e terreni, formando già il nucleo embrionale dell'attuale provincia.
In seguito, sotto il controllo dei conti normanni, la città si risollevò e continuò a far valere il proprio ruolo locale anche sotto la dominazione sveva, sempre con il controllo degli Attoni, che si erano uniti nel frattempo ai Trasmondi, alcuni dei quali anche duchi di Spoleto. Nel 1075 Chieti perse momentaneamente il proprio potere nella battaglia di Ortona, tra Trasmondo III conte di Chieti e Roberto il Guiscardo, signore dei Normanni, sicché la contea di Chieti passò alla neonata contea di Loritello, affidata in controllo a Roberto di Bassavilla, conte di Loretello.
Teate nel 1084 venne proclamata da Roberto il Guiscardo capitale degli Abruzzi e subito consegnata a suo nipote Drogone. Nell'ottobre del 1097 papa Urbano II fu ospite di Teate e vi predicò la crociata, spronando i crociati alla conquista di Gerusalemme e alla liberazione del Santo Sepolcro dal dominio musulmano.Raffaele Bigi, Chieti, Passato, presente... futuro, 2012 L'emblema più antico di Teate, cioè lo scudo con la croce, come quello della famiglia Valignani, deriva appunto dalla consistente partecipazione alle crociate.
Dagli Svevi agli Angioini cfr. G. Ravizza, Notizie di personaggi illustri di Chieti, I. Con gli Angioini e soprattutto con gli Aragonesi, conobbe un ulteriore periodo di grande sviluppo con diritto di battere moneta propria durante il governo dei durazzeschi e poi di Alfonso I di Napoli; era stata proclamata nel 1273 da Carlo I d'Angiò capoluogo dell'Abruzzo Citeriore, dopo che col diploma di Alife il Giustizierato degli Abruzzi era stato scorporato in due province, separate a nord e sud dal fiume Pescara. La titulatio di città regia, concessa nel 1443 da re Alfonso V d'Aragona, appare ancora sullo stemma della Città, e recita: Theate Regia Metropolis utriusque Aprutinae Provinciae Princeps (Chieti città regia e capoluogo di entrambe le province degli Abruzzi); pertanto Chieti fu anche dotata di un parlamento, di una sede della regia udienza (che stava dove si trova l'attuale Palazzo del Tribunale in piazza maggiore), e sede del camerlengio regio.
Epoca moderna: la signoria dei Valignani