Arruolatosi volontario a diciassette anni, prese parte alla guerra d'indipendenza americana dal 1779 al 1782. Durante la Rivoluzione francese partecipò alla Campagna del Reno, divenendo poi presidente della Società popolare di Besançon, dove si distinse per la sua calma e la sua moderazione, pur manifestando chiaramente le proprie convinzioni repubblicane.
Sotto l'Impero, combatté nella guerra di Spagna e, quando la Francia occupò il Portogallo nel 1808, fu per un breve periodo membro del Consiglio portoghese presieduto da Junot.
Alla fine del 1812 morì di sfinimento durante la ritirata di Russia, non lontano dalla città lituana di Vilnius.
Era fratello minore di Vincent-Marie de Vaublanc.
Biografia Guerra d'indipendenza americana
Originario di una nobile famiglia della Borgogna, Jean-Baptiste Bernard era il terzo figlio del maggiore Vivant-François Viénot de Vaublanc, comandante del forte Saint-Louis a Fort-Dauphin. Stabilitosi a Parigi, vi frequentò la Scuola Militare fino all'età di sedici anni.. Ritornato nei Caraibi, si arruolò diciassettenne nei Cacciatori volontari di Santo Domingo con il grado di tenente..
I mesi di settembre e ottobre del 1779 lo videro impegnato nella guerra d'indipendenza americana, in particolare nei sanguinosi combattimenti che caratterizzarono l'assedio di Savannah., tolto dopo l'attacco fallito del 9 ottobre.
Prese poi servizio sullAnnibal agli ordini di La Motte-Picquet: questi fu incaricato dal conte d'Estaing di far riparare sette vascelli francesi, i più danneggiati nel corso delle azioni belliche, al Fort Royal della Martinica.
Vaublanc, che aveva combattuto, per mare e per terra, sotto la guida dei generali d'Estaing e La Motte-Picquet, dei colonnelli Rouvray, Noailles e Kersaint, e del caposquadra du Teil, venne riformato il 6 marzo 1780, ma fu comunque presente nelle campagne del 1781 e del 1782. Il neonato governo americano gli fece alcune concessioni territoriali alla fine della guerra, in segno di ringraziamento per l'impegno profuso. Alla fine della guerra, Vaublanc tornò a Parigi.
La breve carriera nell'Armata Reale Il 23 settembre 1783 fu ammesso nella compagnia Villeroy del prestigioso corpo delle Guardie del corpo del re, a Versailles, e venne inoltre incaricato della custodia del Delfino. Assegnato il 23 settembre 1784 al primo reggimento dei Cacciatori a cavallo delle Alpi con il grado di sottotenente di fanteria, fu promosso a tenente in seconda il 27 dicembre 1785, e quindi a tenente l'8 febbraio 1786. Restò nel reggimento fino al 9 dicembre 1788, per dimissionare infine il 10 luglio successivo..
In vista della convocazione degli Stati Generali del 1789, si recò come il fratello maggiore Jean-François all'assemblea provinciale della nobiltà del siniscalcato della Saintonge, che si tenne a Saint-Jean-d'Angély.
Guerre rivoluzionarie L'appoggio del fratello Vincent-Marie gli fruttò verosimilmente la nomina, avvenuta il 15 giugno 1791, a capitano della gendarmeria nazionale nel dipartimento di Senna e Marna, dove Vincent-Marie presiedeva il direttorio. La prima divisione della gendarmeria, che si estendeva anche ad alcuni dipartimenti limitrofi, obbediva allora agli ordini del colonnello Papillon.
La campagna del Reno
Seguì la nomina a aiutante maggiore, il 18 maggio 1792, capo di battaglione destinato inizialmente a servire nell'Armata del Nord.
Nel gennaio del 1793 fu assegnato all'Armata dei Vosgi, comandata priam dal generale Custine (di cui seppe guadagnarsi la stima), poi dal generale Hugues Alexandre Joseph Meunier. Sul suo passaporto del quartier generale dell'Armata dei Vosgi, a Wissembourg, recante la firma del capo di stato maggiore Meunier, si lodano lo zelo e i sentimenti repubblicani dimostrati dal cittadino Jean Baptiste Viennot agli ordini di Custine.
L'8 marzo 1793 venne nominato aiutante maggiore e capo di brigata dal generale Pichegru, e in questa qualità assegnato all'Armata del Reno, comandata da Custine.
Partecipò all'estremo tentativo, prodigato da Custine, di riprendere il controllo della fortezza di Magonza (evacuata il 27 marzoMémoires posthumes du général Custines par l'un de ses aides de camp, 1794.). Il 16 maggio, quando il generale francese affrontò le truppe austriache di von Hotze nella battaglia di Herxheim, Vaublanc affiancò il generale Hatry — furono loro affidati tre battaglioni a testa —, tra Minfeld e Kandel. In seguito al fallimento dell'impresa, e vittima delle azioni intraprese dagli hébertisti, Custine fu richiamato a Parigi, dove la lama della ghigliottina pose fine ai suoi giorni in agosto.
A Besançon Nel medesimo anno Vaublanc fu trasferito alla sesta divisione militare territoriale, con base a Besançon, affidata al comando del generale Reed.Mémoires, de la Société d'émulation de Montbéliard, 1887, p. 142. Conobbe così il giovane rivoluzionario Pierre-Joseph Briot, il quale era riuscito a farsi nominare in agosto aiutante di campo del generale.
Un evento dell'ottobre 1793 assurge ad emblema della situazione con cui si doveva confrontare Vaublanc in quel periodo turbolento: il rappresentante in missione Bernard de Saintes giunse a Besançon per fare applicare le direttive del governo rivoluzionario, che prevedevano l'arruolamento di massa e che diedero origine a un forte malcontento nella regione della Franca Contea. Il rappresentante in missione si mostrò privo di scrupoli, cercando di conciliare gli interessi della Repubblica con i propri; quando la giovane aristocratica Élisabeth de Vaudey venne a chiedergli la liberazione di un parente incorso nei sospetti dei rivoluzionari, Bernard de Saintes incaricò il subordinato Vaublanc di conquistare per suo conto il cuore della donna.
Una testimonianza che figura nei Mémoires di Louis Constant Wairy — raro caso in cui viene tracciata una descrizione del militare — ci presenta Vaublanc come « giacobino per paura », che tentava in vano di conformare le sue maniere « al tono del giorno » e « alle persone che lo circondavano ». « Si faceva chiamare Viennot, non osando portare il nome del fratello, le cui opinioni avevano fama di essere del tutto opposte a quelle che [Jean-Baptiste] professava in quel momento ».In francese, il passaggio si presenta come segue: « J’avais rencontré quelquefois dans le monde un adjudant-général, frère de M. de Vaublanc; c’était un jacobin de bonne compagnie, ou pour mieux dire un jacobin par peur. Ses manières contrastaient singulièrement avec le ton du jour; vainement il voulait les mettre en harmonie avec celles des gens dont il s'était entouré, les anciennes habitudes faisaient taire les nouvelles. Il portait le nom de Viennot, n’osant pas porter celui de son frère, connu par des opinions très opposées à celles qu’il professait alors »; Constant, cit.
Al di là dell'atteggiamento prudente mantenuto ai tempi del Terrore, quale emerge dalla testimonianza citata, la questione della de Vaudey non ebbe seguito; Bernard de Saintes partì per annettere il principato di Montbéliard (10 ottobre) e venne poi inviato a Digione. Nel gennaio 1794 fu rimpiazzato a Besançon da Lejeune, senza che la giovane aristocratica avesse reso le armi.Albert Mathiez, Autour de Robespierre, Payot, 106 boulevard Saint-Germain, Paris, 1925, p. 31.
Dopo l'approvazione della legge dei sospetti da parte della Convenzione nazionale (13 settembre 1793), Vaublanc fu sospeso in ottobre dal generale Reed, su ordine del ministro della guerra Jean-Baptiste BouchotteJean-Nicolas Pache lo aveva già destituito una prima volta, ma era stato poi reintegrato nelle proprie funzioni perché troppo moderato e di origini nobili, e soprattutto perché fratello di un ex deputato realista passato in clandestinità.
Fu tuttavia reintegrato nelle proprie funzioni grazie agli interventi di Briot e, soprattutto, di Bernard de Saintes, il quale lo difese a spada tratta. Quest'ultimo, indirizzandosi alla Convenzione nazionale con una missiva del 15 ottobre, si disse stupito che il ministro della guerra avesse sospeso Viennot à Besançon. « La sua famiglia lo ha rinnegato perché repubblicano », vi si legge tra le altre cose; « è amato dai sanculotti di Besançon » ed « è, in una parola, un sanculotto nel vero senso del termine ». Inoltre, l'abate Jean Bassal ed egli stesso gli devono « la massima riconoscenza », perché Vaublanc li ha « molto aiutati nel corso delle loro operazioni ».; seguono le citazioni originali di cui si è data parzialmente la traduzione: « Viennot n’est pas noble, il est abhorré de sa famille parce qu'il est républicain », « il est chéri des sans-culottes de Besançon », « il est, en un mot, un sans-culotte dans la force du terme ». « [Bassal et lui ont] les plus grandes obligations à ce citoyen [Vaublanc]», « [Vaublanc les] a puissamment aidés dans leurs opérations ».
In effetti, Bernard aveva inviato Vaublanc a sondare la situazione politica e militare del dipartimento frontaliero del Monte Bianco, recentemente annesso dai francesi. Secondo Liévyns adempì al proprio dovere, in quel contesto, « con zelo e intelligenza ».
Sedotto dagli scritti di Jean-Jacques Rousseau, Vaublanc prese parte alle assemblee politiche del Doubs, e grazie all'appoggio di Briot divenne presidente della società popolare di Besançon. Si trattava del club giacobino della città, incaricato di attendere a livello locale alle riforme rivoluzionarie decise a Parigi e applicate su scala nazionale.Patrice Alphand, « Les Sociétés populaires », La Révolution dans les Basses-Alpes, Annales de Haute-Provence, bulletin de la société scientifique et littéraire des Alpes-de-Haute-Provence, n. 307, 1er trimestre 1989, 108e année, pp. 288-350.
In questa sede ebbe un alterco, all'inizio del 1794, con il fratello minore di Robespierre, Augustin, rappresentante della Convenzione nazionale per i dipartimenti di Haute-Saône e del Doubs. Augustin era venuto a Besançon per spiegarsi con Bernard de Saintes e smorzare la severità esercitata da quest'ultimo nel dipartimento. Salito sulla tribuna, il giovane Robespierre attaccò, in maniera appena velata, la politica di Bernard, e si scontrò così verbalmente con Vaublanc, il quale tentò di conciliare le due parti in causa.