La violenza sessuale (anche violenza carnale o stuproin quest'ultimo caso come un generico atto sessuale imposto con la forza o la violenza) è un tipo di aggressione condotto con violenza commessa da chi usa in modo illecito la propria forza, la propria autorità o un mezzo di sopraffazione costringendo con atti, prevaricazioni o minacce (esplicita o implicita) a compiere o a subire atti sessuali contro la propria volontà.
Tipicamente, la violenza sessuale è espressione di aggressività, di collera o di bisogno di potere; psicologicamente, è più violenta che sessuale. Traumi non di origine genitale si verificano in circa il 50% delle violenze sulle donne. Al genere femminile ricadono l'80% delle vittime infantili e il 90% delle vittime adulte, mentre gli aggressori nella stragrande maggioranza appartengono al genere maschileSoraya Chemaly, Donne che non si arrabbiano abbastanza, 2025, pag. 190, trad. Linda Martini, Harper Collins, ISBN 979 12 5985 523 7.
La violenza sessuale è considerata un grave crimine dalla Corte penale internazionale e viene ufficialmente condannata dalle legislazioni nazionali dei Paesi aderenti all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Quando la violenza viene usata durante i conflitti come mezzo per sottomettere ed umiliare la popolazione dei territori occupati è considerata un crimine di guerra come definito dalla Quarta Convenzione di Ginevra nel 1949 ed in seguito integrato ed esteso dai Protocolli Aggiuntivi del 1977 ai conflitti interni, soprattutto per quanto riguarda "gli oltraggi alla dignità della persona, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti, lo stupro, la prostituzione forzata e qualsiasi offesa al pudore".
Definizione Violenza sessuale come invasione
La Relazione dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale che tratta il tema definisce la violenza sessuale (o stupro) come invasione.:
L'autore invade il corpo di una persona con condotta risultante nella penetrazione, anche di ridotta entità, di ogni parte del corpo della vittima o dell'autore con un organo sessuale, o dell'apertura anale o genitale della vittima con ogni oggetto o ogni altra parte del corpo.Elements of Crimes. PDF: International Criminal CourtL'invasione è eseguita con la forza, o con la minaccia della forza o della coercizione, come quella causata dalla paura della violenza, della costrizione, della prigionia, dell'oppressione psicologica o dell'abuso di potere, contro le persone stesse o altre, o prendendo vantaggio di un ambiente coercitivo o contro persone incapaci di dare un genuino consenso.
Il concetto di invasione così espresso è ampio, ed è neutro rispetto al sesso. La violenza sessuale, infatti, è soprattutto esercizio di potere e di controllo non consensuale che si manifesta attraverso l'abuso e l'oltraggio sessualmente connotati. Sovente la violenza non soddisfa alcuna funzione erotica principale, poiché la leva dell'atto è da ricercare nell'imposizione della propria volontà e nell'umiliazione della vittima invasa, generando una natura simbolizzata volta a dissacrare, invadere e distruggere il corpo dell'altro.
Generità In molti Stati del mondo, dagli anni settanta ci sono stati molti processi per stupro e tale reato è diventato un crimine contro la persona, anziché contro la dignità personale o la moralità pubblica. Questo cambiamento è stato promosso e ottenuto in primo luogo grazie all'azione del movimento femminista, particolarmente attivo in quel periodo. In diversi Stati il Movimento di liberazione delle donne creò i primi centri per vittime degli stupri. Questo movimento fu guidato dell'Organizzazione Nazionale per le Donne (NOW, National Organization for Women). Uno dei primi centri per le vittime da stupro, il Washington Rape Crisis Center, venne aperto nel 1972 per capire gli effetti dello stupro sulle vittime.
Non esiste un limite di età per le vittime della violenza sessuale. Ci sono verificati casi di violenza contro minorenni (nell'ambito della pedofilia) e casi contro persone anziane (manifestazione di gerontofilia). La maggior parte delle violenze sessuali (stupri e tentati stupri) avviene da parte di persone che conoscono la vittima. In particolare, amici e datori o colleghi di lavoro rappresentano, da soli, quasi il 40% degli offensori, mentre le violenze sessuali commesse da coniugi, ex coniugi, fidanzati ed ex fidanzati ammontano a circa il 12%. Quando l'aggressore è uno dei genitori o un parente stretto, si parla di incestoIaia Caputo, Mai devi dire. Indagine sull'incesto, 1997, Tea, ISBN 978 88 781 8165 6. Quando l'aggressore è il coniuge o comunque il partner della vittima si parla di stupro maritale; quest'ultimo concetto è relativamente recente, in quanto contrastava con il principio del dovere coniugale un tempo tradizionale nella cultura occidentale.
Osservando la stessa statistica, però, le percentuali cambiano considerevolmente quando, invece della violenza sessuale che comprende sia lo stupro riuscito sia il tentato stupro, si considera solamente lo stupro riuscito. In questo caso, la percentuale sale al 17,4% degli stupri perpetrati da fidanzati ed ex fidanzati e al 20,2% di stupri perpetrati da coniugi, ex coniugi e conviventi, per un totale di quasi il 38%. La violenza sessuale all'interno della famiglia nucleare può essere vissuta come relazione incestuosa (padri sui figli e/o figlie, fratelli su fratelli e/o sorelle e madri sui figli), che però rappresenta solo l'1,5% del totale delle violenze. La percentuale di altri parenti che commettono violenze sessuali è invece superiore al 4%. La violenza sessuale è un crimine che può essere compiuto da singoli o da gruppi (il cosiddetto stupro di gruppo).
Violenza contro le donne
Storicamente sono le donne quelle descritte per prime come oggetto di violenza e una menzione scritta di un tale tipo di violenza nel mondo occidentale si trova nel codice di Hammurabi (1793 - 1750 a.C.). Il rigo 129 dice che se la vittima dell'aggressione è una donna sposata, vittima e aggressore devono essere puniti allo stesso modo come adulteri con l'annegamento. Il marito può tuttavia perdonare la moglie. Il rigo 130 aggiunge che se la vittima è una giovane non sposata va giustiziato solo l'aggressore.
Nella Bibbia (Deuteronomio 22:23-29) la violenza sessuale viene punita e nel versetto (29) è descritto per la prima volta il matrimonio riparatore inteso come forma di risarcimento e di tutela per la donna che, avendo perduto l'onore, è destinata al rifiuto da parte di tutti. La donna viene anche tutelata dall'eventualità di un ripudio successivo. Il costume del matrimonio riparatore sopra citato sopravvisse nella cultura occidentale sino a tempi molto recenti. In Italia era in uso fino al 1981.
Nell'Atene di Pericle il rapporto consenziente con la moglie di un amico era considerato più grave della violenza poiché non ci si limitava a violare la moglie con la forza ma si otteneva il suo tradimento, considerato ben più infamante. Lisia nella celebre orazione per l'uccisione di Eratostene descrive come subdolo il comportamento della moglie traditrice di Eufileto, sottolinea la perversione del suo amante e scagiona così il marito dall'accusa di omicidio, realizzando il concetto di delitto d'onoreLisia, Apologia per l'uccisione di Eratostene, Antenore, 1985 - ISBN 88-8455-194-3.
In numerosi miti greci e romani si parla di rapimenti seguiti da violenza sessuale. In alcuni casi si tratta di matrimonio per rapimento, un costume praticato ancora oggi da alcune culture tradizionali. Ci sono stati tramandati il rapimento di Persefone da parte di Ade, di Dafne e Leucotoe da parte di Apollo, di Cassandra da parte di Aiace Oileo, di Auge da parte di Eracle, di Andromaca da parte di Ettore, di Polissena da parte di Achille, di Climene da parte di Acamante e il grande numero di dee e donne mortali prese con la forza o con l'inganno da Zeus: Antiope, Asteria, Clitennestra, Danae, Egina, Elara, Elettra, Europa, Io, Taigete. Il mondo latino ricorda il ratto delle Sabine, la violenza del dio Marte su Rea Silvia e quella di Tarquinio Sestio su Lucrezia.
Gran parte dei miti greci sembrano concentrarsi sulla discendenza nata dallo stupro (ad esempio alcune città vantavano un'ascendenza divina dovuta alla violenza di un dio su una ninfa che viveva nel luogo) e solo di rado centrano l'attenzione sulla violenza subita dalla donna. Il mito romano è più attento ed ecco i Sabini che combattono i Romani per riprendersi le loro donne e durante la battaglia intervengono le stesse donne a pregare le parti di non versare il sangue dei genitori e dei figli.
Rea Silvia, essendo una vestale e quindi vincolata al voto di castità, venne seppellita viva per ordine dello zio perché aveva violato il voto. Tito Livio nella sua opera Ab urbe condita cita la storia di Lucrezia come esempio di virtù romana: violentata da Tarquinio Sestio, Lucrezia racconta il fatto al marito e al padre e, non volendo vivere nel disonore, si trafigge il cuore davanti a loro, mentre li esorta a dimostrare la loro qualità di uomini nel vendicarla.
Violenza contro i bambini e le bambine Nell'antichità classica la pratica della pederastia contempla pratiche che oggi descriveremmo come violenza sessuale.
Petronio nel Satyricon descrive una scena di pederastia in cui durante un'orgia, il protagonista Gitone è chiamato a giacere con Pannichide, una bambina di 7 anni, mentre le sacerdotesse applaudono.
Sant'Agostino nel suo De civitate Dei ha incluso come oggetto di violenza non solo le donne ma anche i ragazzi, in particolare da parte dei soldati.
Nella Bisanzio cristiana, secondo le Istituzioni di Giustiniano, lo stupro veniva considerato una violenza pubblica e non privata e veniva punito con la morte.
Quando l'aggressione è operata da uno dei genitori o da un parente stretto, si parla di incesto. La legislazione sull'incesto ha avuto molte modifiche nel corso della storia.
Violenza contro gli uomini In un'intervista con Enzo Biagi del 1983, l'avvocata Tina Lagostena Bassi citò una statistica sulla violenza sessuale in Italia secondo la quale la violenza sessuale in Italia riguardava 16.000 persone ogni anno, fra cui adolescenti maschi. Lei stessa aveva assistito a processo alcuni di questi adolescenti, per il quale aveva proposto il patrocinio del Movimento di Liberazione della Donna. Il Movimento però votò per non farlo. Lagostena Bassi notò che le dinamiche di difesa psicologica e di colpevolizzazione della vittima erano assolutamente identiche a quelle che scattavano per le vittime femminili di stupro. Nella stessa intervista, Lagostena Bassi dichiara che nella sua esperienza, i genitori di minorenni maschi che erano stati violentati erano decisamente molto più reticenti a denunciare il fatto alla polizia di quanto non lo fossero i genitori di minorenni femmine.
Recenti studi e campagne di sensibilizzazione stanno facendo uscire allo scoperto una casistica maschile finora sottostimata, in quanto sembrerebbe che gli uomini abbiano difficoltà ancora maggiori delle donne a riferire l'accaduto: è da ricordare la campagna Break the Silence dell'associazione Survivors Manchester e lo studio Male Rape and Human Rights di Lara Stemple. In particolare c'è una consistente documentazione sullo stupro usato come arma di tortura psicologica contro gli uomini in situazioni di guerra.
Nella guerra e nella tortura