I forti di Genova sono un insieme di fortificazioni militari risalenti a diverse epoche, che la Repubblica di Genova edificò a difesa del territorio urbano del capoluogo ligure nel corso della sua storia. I progetti di edificazione vennero inoltre ripresi e utilizzati in epoca napoleonica, risorgimentale e durante la prima e la seconda guerra mondiale.
Questo sistema difensivo scandisce gli eventi di buona parte della storia cittadina, quasi a punteggiare la complessa teoria delle sette cinte murarie che si sono sovrapposte nel tempo. Fra queste, le mura seicentesche che cingono ancora oggi a corona le alture che costituiscono il primo contrafforte dell'ormai prossimo Appennino Ligure e rappresentano la più lunga cinta muraria in Europa e la seconda al mondo, dopo la grande muraglia cinese.
Storia Fin dall'inizio del Seicento, le rivendicazioni territoriali di Carlo Emanuele I di Savoia volte al possesso del Marchesato di Zuccarello presso Albenga, i tentativi dei Savoia di reclamare il proprio dominio nei territori occidentali della Repubblica di Genova riproposero ai genovesi la necessità di nuovi provvedimenti difensivi che ampliassero le mura del XVI secolo e permettessero una maggiore sicurezza contro eventuali assedi provenienti dal nord..
I primi provvedimenti furono attuati già dal 1625, quando le tensioni tra la Repubblica di Genova e il ducato sabaudo facevano temere l'imminenza di un attacco, e fecero subito considerare la possibile costruzione di una linea di difesa al di fuori del perimetro murario esistente che circondasse la città. Nel maggio del 1625 l'esercito piemontese, che si era portato a ridosso della città, fu contrastato vittoriosamente dalle forze genovesi che lo fermarono al passo del Pertuso, dove in ricordo dell'avvenimento fu poi edificato il Santuario di Nostra Signora della Vittoria. Questo evento non comportò alcun rallentamento negli iniziali lavori di fortificazione della città, rappresentati da decine di opere campali e alloggiamenti da una linea continua di trinceramenti e gabbioni e dal restauro della Bastie fortificate di Promontorio, Peralto e Castellaccio, secondo le disposizioni del Magistrato della Milizia di Genova..
La minaccia d'assedio del 1625 rese impellente l'esigenza di sottrarre alla minaccia delle artiglierie nemiche la popolazione cittadina che viveva a ridosso della cerchia muraria esistente. Il Duca di Savoia, con l'aiuto della Francia, invase il dominio dell'antica Repubblica di Genova, minacciando anche la capitale. La cinta del 1536 era diventata obsoleta e inadeguata ai progressi compiuti nel campo delle artiglierie; essa infatti seguiva fedelmente il perimetro dell'abitato, permettendo al nemico di minacciare seriamente la popolazione civile. Fu quindi decisa la costruzione di una nuova e possente cinta muraria, l'ultima, utilizzando quell'anfiteatro naturale che aveva l'apice sul monte Peralto. Da qui iniziavano due crinali che discendevano verso il mare costeggiando due vallate principali, quella del Polcevera ad ovest e quella del Bisagno a est, e le "Mura Nuove" vennero costruite seguendo fedelmente l'andamento dei crinali. Queste mura non furono realizzate a ridosso del centro abitato, lasciando anzi molto ambiente naturale boscoso e difficilmente percorribile..
Il centro cittadino di Genova (ovvero la zona compresa tra la riva destra del torrente Bisagno e la Torre della Lanterna di Genova) fu quindi racchiuso da mura che partivano dall'attuale piazza della Vittoria dove si innestavano con le mura del Cinquecento, e salivano lungo il crinale est fino a Forte Sperone, e da qui discendevano verso sudovest appunto fino alla Lanterna.. A costruzione ultimata, nel 1634, la cerchia muraria annoverava un complesso di 49 bastioni, con garitte ad ogni angolo e con 8 porte di accesso alla città le cui più importanti e monumentali erano Porta della Lanterna a ponente e Porta Pila a levante.. Lungo queste mura, fra il 1747 ed il 1840, furono realizzate decine di opere militari difensive, porte, bastioni e soprattutto forti integrati nella struttura muraria, che nel corso degli anni furono ampliati, modificati e integrati da altre opere al di fuori delle mura, nel contesto di altre vicende belliche.
Tale sistema fortificato - oggi di proprietà in parte del Demanio dello Stato ed in parte del Comune di Genova - si fonda su un insieme di sedici forti principali e ottantacinque bastioni distribuiti lungo i diciannove chilometri delle vecchie (XVI secolo) e nuove mura (XVII secolo), dal punto più basso della zona della stazione ferroviaria di Genova Brignole fino al punto più alto, ovvero il monte Peralto.
Elenco dei forti di Genova I forti di Genova sono generalmente classificati secondo due sistemi, quello centrale e quello orientale, separati dalla valle del Torrente Bisagno.
Buona parte delle fortificazioni genovesi sono ancor oggi visibili e in alcuni casi anche visitabili. Alle principali fortificazioni (complessivamente 16) vanno aggiunte quelle costruite a ponente, sulle alture tra Cornigliano e Sestri Ponente, nella seconda metà dell'Ottocento (Forte Casale Erselli, Forte Monte Croce, demolito nel 1959, e Forte Monte Guano), nonché il bastione San Bernardino, le torri ottocentesche (non completate, tranne la Torre Quezzi e quella di San Bernardino) e le numerose batterie costiere, alcune delle quali ancora esistenti (fra queste la più conosciuta è nota come Batteria del Vagno).
Il Sistema Centrale comprende i forti lungo il perimetro delle Mura Nuove (Forte Castellaccio - Torre Specola, Forte Sperone, Forte Begato, Forte Tenaglia); i forti esterni alle mura, nelle alture di Sampierdarena (Forte Crocetta, Forte Belvedere), i forti sui crinali a nord delle mura (Forte Puìn, Forte Fratello Minore, Forte Fratello Maggiore e Forte Diamante).
Il Sistema Orientale comprende i forti a levante della Val Bisagno (Forte San Giuliano, Forte San Martino, Forte Santa Tecla, Forte Quezzi, Forte Richelieu, Forte Monteratti).
Inoltre ci sono altri forti ottocenteschi di ponenteVedere alla voce Erzelli#Fortificazioni degli Erzelli: (Forte Monte Croce, Forte Casale Erselli, Forte Monte Guano).
I forti sono elencati per i due sistemi procedendo da sud a nord e da est a ovest.
Sistema centrale
Denominazione Immagine Coordinate Periodo di costruzione Stato Forte Castellaccio e - Torre Specola 1818-1836 Regno di Sardegna Forte Sperone XIV secolo-1830 Repubblica di Genova Forte Puin 1815-1830 Regno di Sardegna Forte Fratello Maggiore (demolito) 1815-1825 Regno di Sardegna Forte Fratello Minore 1816-1830 Regno di Sardegna Forte Diamante 1756-1758 Repubblica di Genova Forte Begato 1818-1830 Regno di Sardegna Torre Granarolo 1820 c.ca Regno di Sardegna Forte Tenaglia 1478, 1633 Repubblica di Genova Torre Granara 1820 Regno di Sardegna Forte Crocetta 1818-1830 Regno di Sardegna Forte Belvedere (ruderi) 1817-1889 Regno di Sardegna
Sistema orientale
DenominazioneImmagine CoordinatePeriodo di costruzioneStato Forte San Giuliano 1826-1830 Regno di Sardegna Forte San Martino 1820-1832 Regno di Sardegna Forte Santa Tecla 1747-1756, ampliamento 1814-1830 Repubblica di Genova Forte Richelieu 1747-1806 Repubblica di Genova Forte Monteratti (o Forte Ratti) 1831-1842 Regno di Sardegna Forte Quezzi 1747-1800 Repubblica di Genova Torre Quezzi 1830 Regno di Sardegna
Altri forti a ponente oltre il Polcevera
Denominazione Immagine Coordinate Periodo di costruzione Stato Forte Monte Croce (demolito nel 1959) --- 1888 Regno d’Italia Forte Casale Erselli --- 1888 Regno d’Italia Forte Monte Guano 1888 Regno d’Italia Forte Geremia 1890 Regno d’Italia
Genova e le sue difese: una testimonianza del 1800 Nella sua opera Istoria del blocco di Genova nell'anno 1800, Angelo Petracchi, cronista dell'assedio della città, fornisce una dettagliata descrizione di Genova e delle sue difese nel periodo della Repubblica Ligure:
Sulle mura, un parco naturale
Intorno al sistema di fortificazioni sorto sulle alture cittadine è stato realizzato in anni recenti - grazie all'ambiente naturale circostante di oltre 870 ettari, con circa novecento specie di piante inserite in un ecosistema integrato bosco-prateria-macchia mediterranea, e alla presenza di molti esemplari di fauna composta da mammiferi e uccelli rapaci - il Parco delle Mura.
Questo sfrutta un'area rimasta ai margini dello sviluppo urbanistico edilizio della città, e nel momento in cui vengono meno le servitù militari delle varie fortificazioni essa viene ad avere funzione di "polmone verde" della città.
Il parco si sviluppa pertanto attorno alle Mura Nuove includendo queste con le relative fortezze. Genova nel XIX secolo era una città completamente fortificata e all'avanguardia nell'architettura militare; essa infatti disponeva di una doppia cerchia di mura, quella del Seicento e quella del Cinquecento, fatto che sorprese gli Austriaci nel 1746 e che li rese incapaci di riconquistare la città che si era a loro ribellata. La doppia cinta era pertanto rafforzata dall'aver collegato la cerchia muraria risalente al secolo precedente alle preesistenti mura del XVI secolo e ai forti sui rilievi circostanti.
Il parco delle mura, gestito dal Servizio Giardini e Foreste del Comune di Genova dai primi anni novanta del Novecento, ha preso in gestione alcuni forti, organizzando a determinate scadenze vari spettacoli estivi nel Forte Sperone. Poco distante da questo è stato restaurato il forte Begato, sebbene l'inattività abbia poi in parte vanificato l'operazione.
Il parco si estende poi alle fortezze poste più a Nord delle Mura Nuove, dal Forte Puin, che era stato negli anni sessanta del Novecento dato in concessione ad un pittore e pertanto si trovava ancora in buono stato, ai due Fratelli (il maggiore demolito per far posto alle contraeree nella Seconda Guerra Mondiale), sino al Diamante, questo posto già nel confinante Comune di Sant'Olcese.
È anche - se non soprattutto - grazie a queste sue strutture difensive che la Superba, già antica repubblica marinara e sede della Repubblica di Genova, poté essere a lungo considerata una inespugnabile città-fortezza in grado di resistere ad ogni attacco, sia che le venisse portato dal mare che da terra.
Di fatto abbandonati al loro destino alla fine del XIX secolo, i forti di Genova vennero riutilizzati all'inizio del Novecento per essere usati prevalentemente come punto di appoggio per le manovre militari o come carcere per i soldati prigionieri durante la prima guerra mondiale.
In realtà hanno sempre costituito un importante patrimonio monumentale per una città ricca di orgoglio e di storia, tanto che per essa è stato coniato il termine El siglo de los genoveses, el siglo de oro (Il secolo d'oro dei genovesi), un secolo - il XVII - protrattosi ben oltre lo specifico riferimento temporale. Questo patrimonio la inseriva a buon diritto fra le città più difese d'Europa.
Le fortificazioni di Genova raccontano la storia cittadina lungo almeno tre secoli: dai fasti seicenteschi della gloriosa Repubblica marinara ai moti popolari del 1849 contro il Regno di Sardegna per una temuta cessione all'Impero austro-ungarico.
In parte sfiorate dal tracciato del Trenino di Casella, oggi sono meta di escursionisti (vi si può praticare dalla semplice passeggiata al trekking, allo jogging e alla mountain bike) e di appassionati di storia che vi trovano motivi di approfondimento per meglio comprendere nella sua interezza l'evoluzione di una città che - quale porta sul mar Mediterraneo - è sempre stata crocevia di molteplici interessi.
La cinta delle mura nuove, dotata di fortificazioni con possenti bastioni, era stata effettivamente portata a termine già nella prima metà del Seicento, ma neppure un secolo dopo, nel 1747, quando la città dovette confrontarsi con il duro assedio austriaco, si rese necessario ristrutturare il sistema difensivo per fronteggiare adeguatamente artiglierie sempre più potenti.