La Coppa del Mondo di rugby 1999 (; ) fu la 4ª edizione della Coppa del Mondo di rugby, massima competizione internazionale di rugby a 15 organizzata dall'International Rugby Football Board (IRFB).

Tenutasi dal al , fu la prima Coppa del Mondo dopo la caduta del vincolo del dilettantismo nel rugby a 15, avvenuta nel 1995 a un secolo esatto di distanza dalla scissione di Huddersfield che aveva dato origine al rugby a 13.

Fu la seconda volta, in otto anni, che la Coppa si tenne nelle isole britanniche con il sostegno logistico della Francia, anche se formalmente il Paese organizzatore fu il Galles, il quale fornì tre sedi alla competizione (Cardiff, Llanelli e Wrexham). Il resto del Regno Unito fornì altre otto sedi, ivi comprese Belfast, Edimburgo e Londra; altre due furono fornite dalla Repubblica d'Irlanda e cinque dalla Francia, per un totale di 18 impianti coinvolti.

A laurearsi campione del mondo fu l', prima compagine a vincere la competizione per la seconda volta dopo il successo del 1991; gli Wallabies batterono al nuovissimo Millennium Stadium di Cardiff la per 36-12 nella gara decisiva per il titolo: entrambe le squadre erano alla loro seconda finale.

Tale edizione della Coppa inaugurò anche la nuova formula a 20 squadre, laddove le precedenti tre edizioni ne prevedevano 16.

Storia L'organizzazione Subito dopo la fine della in Sudafrica l'IRFB, com'era all'epoca noto World Rugby, abolì la proibizione di giocare a rugby a 15 dietro compenso, aprendo quindi la strada al professionismo nella disciplina. Tale apertura, piuttosto che costituire una rivoluzione, fu generalmente considerata la presa d'atto dell'esistenza, ad alto livello, di fenomeni nemmeno troppo nascosti di dilettantismo marrone (, , da sham = "farsa" e amateurism)., messi in opera soprattutto nel Sud-Ovest francese con stratagemmi quali per esempio garantire un compenso al giocatore di un club tramite l'assunzione da parte di una delle ditte collegate alla proprietà dello stesso o da parte di uno dei suoi sponsor.: tale sistema divenne noto come semiprofessionismo alla francese ().

La scelta di concedere al Galles l'organizzazione della Coppa 1999 fu, di fatto, obbligata: la Welsh Rugby Union, all'epoca rappresentata nell'IRFB da Vernon Pugh (futuro presidente nel 1994), ritirò la propria candidatura alla permettendo quindi all'Inghilterra di ottenere il torneo, con il tacito accordo che alla prima occasione utile la Rugby Football Union avrebbe restituito il favore, cosa che accadde nel meeting dell'IRFB il a Bristol: i rappresentanti delle federazioni dell'allora Cinque Nazioni più una sesta federazione (che si suppose essere l'Italia) votarono in blocco per la candidatura gallese, permettendole di prevalere su quella australiana nella corsa all'organizzazione del torneo.

Il comitato organizzatore della Coppa del Mondo introdusse alcune rilevanti variazioni rispetto alle edizioni precedenti: l'aumento delle partecipanti da 16 a 24 e la riduzione a 4 delle squadre qualificate automaticamente (le prime tre classificate della , nell'ordine , e , più il Paese organizzatore), più l'adozione di un turno di ripescaggio al termine delle qualificazioni per designare la diciannovesima e la ventesima squadra ammessa al torneo. Per quanto riguardava le squadre europee di prima fascia, le tre squadre del Cinque Nazioni non automaticamente ammesse, , e , entrarono in scena all'ultimo turno delle qualificazioni mentre e iniziarono il loro percorso al penultimo turno; le tre formazioni britanniche affrontarono ciascuna un girone di qualificazione a tre squadre con due qualificate ciascuna: le due squadre si sarebbero ritrovate nello stesso girone e nelle stesse sedi anche alla Coppa del Mondo.

La formula fu insolita, con cinque gironi di quattro squadre ciascuno, e non fu più riproposta (dall'edizione successiva, infatti, si passò alla formula con quattro gironi di cinque squadre ciascuna, solo le prime due delle quali avrebbero acceduto alle fasi a eliminazione diretta); ciò comportò che solo le cinque prime classificate accedettero direttamente ai quarti di finale (e due di esse si sarebbero affrontate tra di loro) mentre le cinque seconde e la migliore terza dovettero affrontare un turno secco di barrage per portare le sei pretendenti ai quarti di finale a tre.

Il sorteggio per la composizione dei gironi si tenne a giugno 1998, a qualificazioni ancora in corso e quindi con i nomi delle squadre ancora ignoti all'epoca. Nel girone A, alla testa di serie furono abbinate Europa 3 (che risultò essere la ), Europa 4 () e Ripescaggi 2 (); nel girone B insieme alla furono sorteggiate Europa 2 (), Europa 3 () e Ripescaggi 1 (); nel girone C alla si aggiunsero Africa 1 (), Americhe 2 () e Oceania 2 (); il girone D, della padrona di casa , vide anche Americhe 1 (), Asia 1 () e Oceania 3 (). Infine il girone E, l'unico senza squadre automaticamente qualificate, in cui furono sorteggiate Europa 1 (), Europa 6 (), America 3 () e Oceania 1 ().

Partecipando all'organizzazione logistica della manifestazione tutto il Regno Unito, la Repubblica d'Irlanda e la Francia, ognuna delle squadre del Cinque Nazioni ospitò sul proprio territorio gli incontri del girone di cui faceva parte, al pari degli incontri del terzo turno europeo di qualificazione: l'unica differenza fu per l' che disputò tali incontri a Huddersfield (mentre gli incontri al mondiale furono a Twickenham), laddove la li tenne tutti a Edimburgo e l' a Dublino. Quanto alle due già qualificate Galles e Francia, il primo ospitò tutti gli incontri del proprio girone mondiale a Cardiff, mentre la seconda, pur giocando sul proprio suolo, itinerò tra Béziers, Bordeaux e Tolosa.

Alla manifestazione parteciparono per la prima volta la , vincitrice al terzo turno di qualificazione europea, , autrice di un filotto di vittorie nel suo turno di qualificazione africana, e l', qualificato all'ultimo turno dei ripescaggi.

Il torneo La fase a gironi

Il girone francese, che presentava la squadra di casa come unica contendente di prima fascia, fu dominato a punteggio pieno dagli uomini agli ordini di Jean-Claude Skrela; quello scozzese vide stabilite le gerarchie sostanzialmente al primo incontro, quando la campione uscente vinse 46-29 a Edimburgo sulla nazionale del Cardo ipotecando direttamente i quarti di finale e dirottando i suoi più diretti avversari al barrage. Stesso discorso per l', sconfitta nel suo girone a Twickenham dalla per 16-30. In quello stesso gruppo si registrò la peggior sconfitta italiana alla Coppa del Mondo e la sua seconda peggiore di sempre: contro gli All Blacks la squadra allenata da Massimo Mascioletti (subentrato alla guida tecnica in una situazione d'emergenza alla vigilia del torneo e al 2020 ultimo C.T. italiano della squadra azzurra) subì un pesante 3-101 a conclusione di un torneo senza vittorie, il più negativo di sempre anche per differenza punti fatti/subiti. A Dublino fece la differenza l'incontro-clou del girone tra e , vinto 23-3 dagli Wallabies al termine di una gara spigolosa e fisica con qualche colpo fuori dal regolamento e una rissa finale. Gli anfitrioni del vennero invece a capo di un girone complicatosi durante il tragitto e conclusosi con tre squadre a pari punti al primo posto: infatti nell'ultimo incontro i Dragoni, fino ad allora a punteggio pieno, persero 31-38 contro nella giornata in cui il gallese Neil Jenkins realizzava il record mondiale di punti internazionali; non essendo l' riuscita a battere il con un punteggio più ampio del 33-12 con cui vinse l'incontro, la differenza punti premiò la formazione di casa che passò il turno per prima e fu accoppiata alla vincitrice del girone D, l', nei quarti.

A titolo statistico, l'incontro tra le due esordienti assolute del torneo e , che aprì il girone scozzese, si tenne a Galashiels e fu vinto 27-15 dai sudamericani davanti a persone sotto la direzione dell'inglese Chris White.

I play-off Nei barrage, in cui e regolarono rispettivamente e , l'unica sorpresa venne dall'eliminazione dell' a opera dell' al Félix Bollaert di Lens: a sette minuti dalla fine di un incontro fino ad allora senza mete, regolato soltanto al piede da 24 punti di David Humphreys al piede e 18 di Gonzalo Quesada, l'argentino Diego Albanese realizzò l'unica marcatura pesante da 5 punti della partita che lo stesso Quesada trasformò per il 25-24 dei Pumas che nel finale arrotondarono, ancora con Quesada, per chiudere 28 a 24 e raggiungere per la prima volta i quarti di finale.

Nei quarti di finale, che vide in ogni partita lo scontro tra i due emisferi, il Sud ebbe la meglio con l' sul , il sull' e la sulla . Solo la sopravvisse alla decimazione delle squadre europee, battendo l' e prenotando il suo posto in semifinale contro la , che costituì l'altra grande sorpresa del torneo: mentre gli australiani rispettarono il proprio pronostico battendo il e staccando il biglietto per la finale di Cardiff, a Twickenham, invece, gli All Blacks incapparono in un'inaspettata sconfitta per 31-43 contro i Bleus che mostrarono la miglior prestazione del loro torneo, che fino a quel punto li aveva visti navigare fino alla semifinale grazie a un sorteggio non impossibile.

La finale di consolazione, tenutasi in tono minore, vide il prevalere sugli All Blacks, al loro terzo mondiale consecutivo senza titolo, mentre in quella con la Coppa in palio fu l' a prevalere nettamente su una che non ripeté l'exploit della semifinale: il punteggio di 35-12 con cui gli Wallabies vinsero rese l'Australia la prima nazionale a laurearsi campione mondiale due volte nonché la prima, e al 2019 l'unica, a vincere un'edizione di Coppa del Mondo partendo dalle sue fasi di qualificazione.

Squadre qualificate

Africa Americhe Asia Europa Oceania Ripescaggi (campione uscente) (paese organizzatore) (3ª CdM 1995) (2ª CdM 1995) Qualificazioni (Africa 1) (Americhe 1) (Americhe 2) (Americhe 3) (Asia 1) (Europa 1) (Europa 2) (Europa 3) (Europa 4) (Europa 5) (Europa 6) (Oceania 1) (Oceania 2) (Oceania 3) (Ripescaggi 1) (Ripescaggi 2)

Impianti

Città Impianto Capacità Incontri Belfast Ravenhill 1 Béziers Stade de la Méditerranée 2 Bordeaux Parc Lescure 2 Bristol Ashton Gate 1 Cardiff Millennium Stadium 7 Dublino Lansdowne Road 5 Edimburgo Murrayfield 6 Galashiels Netherdale 1 Glasgow Hampden Park 1 Huddersfield McAlpine Stadium 1 Leicester Welford Road 1 Lens Stadio Félix Bollaert 1 Limerick Thomond Park 1 Llanelli Stradey Park 1 Londra Twickenham 6 Saint-Denis Stade de France 1 Tolosa Stadium Municipal 2 Wrexham Racecourse Ground 1

Formula Le 20 squadre furono ripartite in 5 gironi da 4 squadre ciascuna che si affrontarono con il metodo del girone all'italiana. Il punteggio assegnato fu di 3 punti per la vittoria, 2 ciascuno per il pareggio e uno per la sconfitta. In caso di forfait di una squadra, questa si sarebbe vista infliggere la sconfitta con zero punti in classifica, mentre la vincitrice ne avrebbe guadagnati tre.

Accedettero direttamente ai quarti di finale le cinque vincitrici di girone, mentre le cinque seconde classificate e la migliore terza si affrontarono in un turno di barrage per determinare le altre tre quartifinaliste. Il regolamento prevedette due diversi sistemi di discriminazione in caso di arrivo a pari punti nel girone: uno valido nel caso di due squadre, l'altro nel caso di più di due: solo quest'ultimo si verificò, e per spareggiare si fece riferimento, nell'ordine, ai punti segnati nel girone; alle mete segnate nel girone; al quoziente punti fatti/subiti, dal maggiore al minore; al minor numero di sanzioni disciplinari subìte e, infine, al sorteggio.

Uno dei quattro quarti di finale vide di fronte due prime classificate mentre negli altri tre incontri le rimanenti tre vincitrici di girone furono accoppiate alle tre squadre vincitrici del barrage. Da quel momento in poi il torneo proseguì a eliminazione diretta con semifinali e finali (terzo e primo posto).