Lassedio di Atene dell'87 a.C. vide le forze della Repubblica romana assediarePlutarco, Vita di Silla, 12.1. e poi occupare dopo numerosi mesi di assedio la città (simbolo della grecità) ed il vicino porto del Pireo, che era difesa dalle truppe congiunte di Mitridate VI del Ponto e quelle degli Ateniesi del tiranno greco Aristione.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 81.1.Floro, Compendio di Tito Livio, I, 40.10.

Contesto storico

L'espansionismo da parte di Mitridate era iniziato verso la fine dell'89 a.C., con due vittorie sulle forze prima del re di Bitinia, Nicomede IV e poi contro lo stesso Manio Aquilio, a capo della delegazione e dell'esercito romano in Asia Minore. L'anno successivo Mitridate decise di continuare nel suo progetto di occupazione dell'intera penisola anatolica, ripartendo dalla Frigia. La sua avanzata proseguì, passando dalla Frigia alla Misia, e toccando quelle parti di Asia che erano state recentemente acquisite dai Romani. Poi mandò i suoi ufficiali per le province adiacenti, sottomettendo la Licia, la Panfilia, ed il resto della Ionia.Appiano, Guerre mitridatiche, 20.

A Laodicea sul fiume Lico, dove la città stava ancora resistendo, grazie al contributo del proconsole Quinto Oppio, Mitridate fece questo annuncio sotto le mura della città:

Dopo questo annuncio, gli abitanti di Laodicea lasciarono liberi i mercenari, ed inviarono Oppio con i suoi littori a Mitridate, il quale però decise di risparmiare il generale romano.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 78.1.

Non molto tempo dopo Mitridate riuscì a catturare anche Manio Aquilio, che egli riteneva il principale responsabile di questa guerra e lo uccise barbaramente.Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 77.9.Appiano, Guerre mitridatiche, 21.

Sembra che a questo punto, la maggior parte delle città della Asia si arresero al conquistatore pontico, accolto come un liberatore dalle popolazioni locali, stanche del malgoverno romano, identificato da molti nella ristretta cerchia dei pubblicani. Rodi, invece, rimase fedele a Roma.

Non appena queste notizie giunsero a Roma, il Senato emise una solenne dichiarazione di guerra contro il re del Ponto, seppure nell'Urbe vi fossero gravi dissensi tra le due principali fazioni interne alla Res publica (degli Optimates e dei Populares) ed una guerra sociale non fosse stata del tutto condotta a termine. Si procedette, quindi, a decretare a quale dei due consoli, sarebbe spettato il governo della provincia d'Asia, e questa toccò in sorte a Lucio Cornelio Silla.Appiano, Guerre mitridatiche, 22.

Mitridate, preso possesso della maggior parte dell'Asia Minore, dispose che tutti coloro, liberi o meno, che parlavano una lingua italica, fossero barbaramente trucidati, non solo quindi i pochi soldati romani rimasti a presidio delle guarnigioni locali. tra cittadini romani e non, furono massacrati nelle due ex-province romane d'Asia e Cilicia (episodio noto come Vespri asiatici).Appiano, Guerre mitridatiche, 23.

La situazione precipitò ulteriormente, quando a seguito delle ribellioni nella provincia asiatica, insorse anche l'Acaia. Il governo della stessa Atene, fu rovesciato da un certo Aristione, che poi si dimostrò a favore di Mitridate, meritandosi dallo stesso il titolo di amico.. Il re del Ponto appariva ai loro occhi come un liberatore della grecità, quasi fosse un nuovo Alessandro Magno.

Nel corso dell'inverno dell'88/87 a.C. infatti, la flotta pontica, sotto la guida dell'ammiraglio Archelao, invadeva Delo (che si era ribellata ad Atene) e restituiva tutte le sue roccaforti agli Ateniesi. In questo modo Mitridate portò a sé stesso nuove alleanze oltre che tra gli Achei, anche tra Lacedemoni e Beoti (tranne la città di Thespiae, che fu subito dopo stretta d'assedio). Allo stesso tempo, Metrofane, che era stato inviato da Mitridate con un altro esercito, devastò i territori dell'Eubea, oltre al territorio di Demetriade e Magnesia, che si erano rifiutate di seguire il re del Ponto.Appiano, Guerre mitridatiche, 29. Il grosso delle armate romane non poté però intervenire in Acaia, se non ad anno inoltrato, a causa dei difficili scontri interni tra la fazione dei populares, capitanate da Gaio Mario, e quella degli optimates, condotta da Lucio Cornelio Silla. Alla fine ebbe la meglio quest'ultimo, il quale ottenne che venisse affidata a lui la conduzione della guerra contro il re del Ponto.

E mentre Silla stava ancora addestrando ed arruolando l'esercito, per recarsi in Oriente a combattere Mitridate VI, Gaio Mario, avendo ancora l'ambizione di essere lui a guidare l'esercito romano contro il re del Ponto, era riuscito a convincere il tribuno Publio Sulpicio Rufo a convocare una seduta straordinaria del Senato per annullare la precedente decisione di affidare il comando a Silla. Quest'ultimo, appresa la notizia, prese una decisione grave e senza precedenti: scelse le 6 legioni a lui più fedeli e, alla loro testa, si diresse verso Roma stessa. Nessun generale, in precedenza, aveva mai osato violare con l'esercito il perimetro della città (il cosiddetto pomerio). Egli, dopo avere preso opportuni provvedimenti compiendo una prima strage dei suoi oppositori, tornò a Capua, pronto ad imbarcarsi con l'esercito per l'imminente campagna militare e passò quindi in Grecia con 5 legioni.

Antefatto

E se un primo intervento da parte dei Romani era terminato con la vittoria nella battaglia di Cheronea (87 a.C.) del vice-governatore della provincia romana di Macedonia, Quinto Bruzzio Sura, Plutarco ricorda che:

Assedio

Silla, dopo essere sbarcato in Grecia, non appena ebbe rifocillato le truppe, mosse in direzione di Archelao, pronto ad attaccarlo.Appiano, Guerre mitridatiche, 30. L'obiettivo rimaneva Atene, che poco dopo fu assediata. Si racconta che appena giunto in prossimità della città, divise l'armata in due parti: con una si diresse ad assediare Aristione ad Atene, con l'altre, da lui personalmente diretta, decise di attaccare il Pireo, dove Archelao si era rifugiato. L'altezza delle mura qui era di circa venti metri, costruite con grandi pietre quadrate al tempo di Pericle, durante la guerra del Peloponneso. Silla sapeva che una vittoria sul Pireo avrebbe gettato nello sconforto la vicina Atene ed il resto della Grecia.

Piani iniziali d'assedio

Sebbene l'altezza delle mura fosse notevole, Silla cominciò ad assaltarle solo con delle scale, ma ricevette più danni di quanti ne avesse lui stesso procurati. Decise così di ritirarsi esausto presso Eleusi e Megara, dove cominciò a costruire una serie incredibile di macchine d'assedio per un nuovo attacco al Pireo, rifornendosi dalla stessa Tebe. Silla poi abbatté il boschetto che si trovava lì vicino, nei pressi dell'Accademia (la scuola di Platone), con cui costruì le più grandi delle sue macchine da guerra.Plutarco, Vita di Silla, 12.3. Per la guerra poi gli occorreva anche molto denaro:

Demolì, infine, il grande muro che conduceva da Atene al Pireo, utilizzandone le pietre, il legname e la terra, per la costruzione di una serie di rampe. Appiano di Alessandria racconta alcuni episodi di quell'assedio, che mise a dura prova la macchina da guerra romana:

Silla, posta una forza sufficiente pronta ad intervenire, quando Greci e Pontici si precipitarono fuori dalle mura con il pensiero che la loro irruzione avrebbe costituito una sorpresa per l'esercito romano, trovarono loro un'inaspettata sorpresa. La riserva di truppe romane nascoste piombò infatti sul nemico e ne fece grande strage, costringendo i sopravvissuti a difendersi nei pressi della spiaggia lì vicina. Questa vittoria diede grande morale ai Romani.Appiano, Guerre mitridatiche, 31.

Intanto le opere di assedio romano procedevano a ritmo serrato, come ci racconta Appiano di Alessandria:

Nuovi rinforzi giungono in aiuto delle truppe mitridatiche Archelao poco dopo, ricevette da Mitridate, via mare, un nuovo esercito sotto il comando di un certo Dromicete. Forte di questi rinforzi, il generale pontico decise di scatenare una nuova battaglia. Distribuì arcieri e frombolieri tra di loro, li inviò sotto le mura in modo che le guardie sopra potessero raggiungere il nemico con i loro dardi. Altri erano dietro le porte delle mura, pronti ad effettuare ogni tipo di sortita. La battaglia infuriò poco dopo e rimase incerta a lungo. Poi i greco-pontici cominciarono a cedere, ma Archelao li radunò e li riportò indietro, tanto che i Romani cominciarono loro stessi ad essere messi in fuga poco dopo, fino a quando Lucio Licinio Murena non riuscì anch'egli a radunarli e contrattaccare. Proprio in quel momento un'altra legione, insieme ad alcuni soldati che erano stati messi in fuga in precedenza, si gettò nella mischia in corso, riuscendo ad uccidere con una nuova "carica" circa soldati della coalizione di Mitridate e costringendo gli altri a rifugiarsi all'interno delle mura. Archelao che era rimasto fuori, fu costretto ad essere tirato sulle mura con delle funi. In considerazione del comportamento coraggioso delle sue truppe, Silla rimosse ogni simbolo di disonore da coloro che in precedenza si erano comportati da vigliacchi, al contrario distribuì grandi onorificenze e premi a tutti gli altri.Appiano, Guerre mitridatiche, 32.

Con l'arrivo dell'inverno, Silla stabilì il suo campo ad Eleusi, protetto da un fossato profondo, che si estendeva dalle alture verso il mare, in modo che la cavalleria dei nemici non potesse raggiungerlo facilmente. Mentre stava costruendo queste opere, ogni giorno gli scontri si susseguivano, sia presso il fossato romano con attacchi da parte degli assediati, sia presso le mura della città. Silla, avendo bisogno di una flotta più grande, inviò a Rodi la richiesta di aiuto per ottenere nuove navi, ma i Rodii non erano in grado di inviarle loro, poiché Mitridate controllava il mare circostante.Appiano, Guerre mitridatiche, 33. Ordinò così ad un suo legato, Lucio Licinio Lucullo, di recarsi segretamente ad Alessandria d'Egitto ed in Siria, per procurarsi le navi necessarie, oltre a rivolgersi a tutti i re e le città che erano rinomate per le loro capacità nei commerci marittimi, compresa Rodi stessa. Lucullo, che non temeva di essere intercettato dalla flotta nemica, partì su una nave a vela, passando poi da una nave all'altra, al fine di nascondere i suoi movimenti, ed arrivò finalmente ad Alessandria.

Lo stesso giorno, nei pressi di Calcide, Minucio riuscì a ferire Neottolemo, generale di Mitridate, uccidendo dei suoi uomini, e prendendo un numero di prigionieri ancora più grande.Appiano, Guerre mitridatiche, 34.

Non molto tempo dopo, di notte, mentre le guardie sui muri del Pireo dormivano, i Romani presero alcune scale e scalarono le mura, uccidendo le guardie di quel tratto di fortificazione. Ciò provocò terrore tra gli assediati, i quali abbandonarono le postazioni difensive e fuggirono verso il porto, pensando che tutti i muri erano stati già catturati. Altri, recuperando il loro coraggio, uccisero il comandante degli assalitori romani, scagliandolo giù dalle mura. Altri uscirono di corsa dalle porte e quasi bruciarono una delle due torri romane, e le avrebbero bruciate se lo stesso Silla non si fosse precipitato a cavallo fuori dall'accampamento romano, salvandole dopo una dura lotta, durata tutta la notte e il giorno seguente. Allora le truppe mitridatiche si ritirarono.

Inizia la carestia per Atene ed il Pireo

Nel frattempo la carestia gravava sempre più sulla città di Atene, ed i traditori del Pireo lanciarono una nuova palla, informando che avrebbero dato nuove disposizioni, là di notte. Archelao, sospettando che qualcuno potesse tradire, riguardo ai convogli di approvvigionamenti che stavano giungendo, dispose una forza presso le porte, pronte con le torce per fare un assalto alle opere d'assedio romane di Silla, qualora quest'ultimo avesse attaccato la carovana di approvvigionamenti. E così mentre Silla catturava i viveri, Archelao bruciava alcune delle opere romane.Appiano, Guerre mitridatiche, 35.