Il francolino di monte (Tetrastes bonasia ()) è un uccello della famiglia dei Phasianidae.

Descrizione È un tetraone relativamente piccolo con una lunghezza che va dai 35 ai 39 cm ed una apertura alare tra 48 e 54 cm. È più piccolo del fagiano di monte e poco più grande di una coturnice.

Il piumaggio è finemente ornato. Le parti superiori sono grigie, le ali marroni e le parti inferiori bianche screziate di castano. Area grigia sul groppone e sul sopracoda e banda terminale nera con margine bianco sulla coda sono caratteri diagnostici della specie. Il becco varia da brunastro a nero.

Il maschio possiede una piccola cresta erettile; la gola è nera con i bordi bianchi. La femmina è riconoscibile per la cresta più corta e per la gola non nera. Quando vola si nota una coda grigia dalla punta nera.

Gli esemplari giovani sono più piccoli della femmina, di colore più spento e privo di area bianca sulla gola.

Sistematica Tetrastes bonasia ha 11 sottospecie: T. b. amurensis T. b. bonasia T. b. griseonotus T. b. kolymensis T. b. rhenanus T. b. rupestris T. b. schiebeli T. b. sibiricus T. b. styriacus T. b. vicinitas T. b. yamashinai

Alcuni autori classificano ancora questa specie nel genere Bonasia. Distribuzione e habitat È una specie stanziale che vive nell'Eurasia settentrionale e nell'Europa centrale e orientale in terreni boschivi densi, umidi e misti di conifere, preferibilmente con qualche abete rosso. Predilige le pianure in gran parte del suo areale, ma localmente (per esempio sulle Alpi) lo si trova in montagna. In Italia è presente sull'arco alpino tra i 700 e i 1500 metri d'altezza, tra la provincia di Vercelli e quella di Udine. In Val Sessera è sedentario e nidificante.

Biologia È un uccello diurno, legato alle radure erbose all'interno del proprio habitat.

Esibisce un volo piuttosto rumoroso alternato tra battuto e planato. Sul terreno si muove camminando o correndo. Si posa spesso sui rami.

Voce Il maschio ha un richiamo ti-ti-ti-ti-ti acuto e la femmina un tettettettet liquido. I richiami o il frullo delle ali dell'uccello sono spesso la sola indicazione della sua presenza, dato che la sua timidezza e l'habitat boschivo lo rendono difficile da vedere. Infatti il metodo principale di censimento è l'ascolto del canto primaverile per stimare la presenza di soggetti.

Alimentazione

Si nutre sul terreno, in prevalenza con vegetali (foglie, germogli, fiori, semi, frutti); i pulcini aggiungono alla dieta insetti e lombrichi.

Riproduzione Nidifica sul terreno. Il nido, posto al riparo di una roccia o della vegetazione, è un semplice avvallamento scavato con le zampe e foderato con erba, rametti, foglie e altro materiale vegetale trovato in prossimità del nido.

Dalla fine di marzo a metà maggio la femmina depone dalle 3 alle 6 uova e si assume tutte le responsabilità dell'incubazione e la cura dei piccoli, come è tipico della selvaggina da penna. I pulcini sono precoci e nidifugi; trovano cibo da soli, ma sono accuditi dalla femmina. Possono volare a 15-20 giorni di vita e diventano indipendenti a circa 3 mesi.

Note

Bibliografia

Mobile Reference, The Illustrated Encyclopedia of European Birds: An Essential Guide To Birds Of Europe (ebook) (in inglese), 2008. ISBN 1-60501-557-1

Voci correlate Uccelli nidificanti in Italia

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Collegamenti esterni

Categoria:Phasianidae Categoria:Taxa descritti nel 1758