È stato il quarto arcivescovo di Utrecht della Chiesa vetero-cattolica dei Paesi BassiAll'epoca non si poteva ancora parlare di Chiesa vetero-cattolica, che in quanto tale nascerà solo nel 1853 con la creazione da parte del papa di una nuova gerarchia cattolica per i Paesi Bassi; la terminologia più precisa è "congregazione romano-cattolica olandese del clero vetero-episcopale"., ultimo a ricevere la consacrazione da Dominique Marie Varlet.

Biografia e opere Meindaerts studiò a Mechelen e Lovanio. Fu uno dei sacerdoti ordinati nel 1716 da Luke Fagan, vescovo di Meath e poi arcivescovo di Dublino. Successivamente divenne arciprete a Leeuwarden e decano di Frisia.

Il 2 luglio 1739 fu eletto arcivescovo di Utrecht. Il 17 ottobre dello stesso anno fu consacrato da Dominique Varlet (fatto che causò la sua scomunica latae sententiae, Varlet era già stato scomunicato per precedenti consacrazioni senza autorizzazione pontificia). La Curia romana non vide di buon occhio il fatto che Meindaerts, dopo la morte di Varlet avvenuta nel 1742, avesse consacrato altri vescovi al fine di garantire alla Chiesa indipendente olandese la successione apostolica di Roma; al contrario, questi atti furono considerati scismatici. Il 2 settembre 1742 egli consacrò Hieronymus de Bock vescovo di Haarlem. L'11 luglio 1745 egli consacrò Johannes van Stiphout come successore di de Bock, e il 25 gennaio 1758 consacrò Bartholomeus Johannes Bijeveld vescovo di Deventer.

Il Sinodo di Utrecht Nel 1763 Meindaerts convocò un Sinodo regionale a Utrecht per tentare di regolare lo stato canonico della Chiesa di Utrecht e per arrivare ad una riconciliazione con il papa. A questo Sinodo parteciparono l'Arcivescovo di Utrecht, i vescovi di Haarlem e Deventer e 19 sacerdoti della Chiesa, oltre a molti vescovi francesi. L'Assemblea accettò i decreti del Concilio di Trento e riaffermò la primazia e il potere reale in termini di fede e disciplina del Vescovo di Roma. In aggiunta, il sinodo dichiarò di accettare il carattere scismatico della Chiesa ortodossa, respinse il giansenismo, e in parte adottò la Costituzione papale Unigenitus, che era stata una delle ragioni principali del conflitto tra il capitolo di Utrecht e la Santa Sede nella prima metà del XVIII secolo.

Il Sinodo, che inizialmente incontrò il favore di Clemente XIII, e che aveva aperto la strada alla revoca della scomunica della gerarchia della Chiesa olandese, fu tuttavia attaccato dalla parte più "conservatrice" (in senso teologico) della Chiesa, che a quel tempo stava conducendo una campagna contro il giansenismo e non si fidava di un compromesso, ad esempio in Francia erano ancora forti le polemiche per l'allora arcivescovo di Parigi Christophe de Beaumont che era stato costretto al "confino" perché negava i sacramenti ai giansenisti, provocando furiose contrapposizioni e rischiando un processo da parte del parlamento di Parigi tanto che era dovuto intervenire lo stesso Luigi XV per evitare una condanna dell'operato dell'arcivescovo di Parigi. Clemente XIII si decise quindi nel 1765 a pubblicare la bolla Non sine acerbo dolore, che condannava i membri del clero di Utrecht che avevano partecipato all'assise.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Vescovo Giovanni Battista Scanaroli Cardinale Antonio Barberini iuniore Arcivescovo Charles-Maurice le Tellier Vescovo Jacques Bénigne Bossuet Vescovo Jacques de Goyon de Matignon Vescovo Dominique Marie Varlet

Congregazione romano-cattolica olandese del clero vetero-episcopale Arcivescovo Petrus Johannes Meindaerts

Note

Bibliografia Van der Aa, Biographisch Woordenboek der Nederlanden (1852)

Categoria:Arcivescovi vetero-cattolici di Utrecht