Considerato dalla critica come uno dei pionieri del rock italiano., Ghigo fu tra i primi musicisti ad introdurre in Italia i generi musicali del rhythm'n'blues e rock and roll. Divenne particolarmente noto per aver scritto e pubblicato la canzone a tema omosessuale Coccinella (Primary, 1959), in un momento storico in cui l'argomento era considerato tabù. Fu proprio questa canzone che venne considerata, negli anni successivi, uno degli atti di nascita della musica rock italiana. Figura di spicco del movimento dei cosiddetti "Urlatori", tra gli anni '60 e '70 usò anche gli pseudonimi di Richard Gosty, Mister Anima, Rico Agosti e Probus Harlem.
Biografia
Gli anni giovanili Arrigo Riccardo Agosti nacque a Milano il 10 luglio 1936. Durante l'infanzia studiò la fisarmonica, strumento che però lasciò presto per il pianoforte. A dieci anni fu attratto dal blues e dallo swing e, grazie al cugino Paolo Tosi (ex direttore della Decca London Italiana), ottenne alcuni dischi di importazione di Lionel Hampton, Louis Jordan, Count Basie, Golden Gate Quartet, George Shearing, Stan Kenton, Julie London, Nat King Cole e altri artisti di colore. Sviluppò così un interesse per le sonorità basate su effetti ritmici, riff ossessivi e improvvisazione.
Con un repertorio di cover americane, nel 1952 mise insieme un quartetto jazz con al sax Paolo Tomelleri ed esordendo al Centro Ebraico di Milano, presso il cinema Sant'Eustorgio.
1954-1958: Ghigo e gli Arrabbiati Nel 1954, ispirato a una versione di Bing Crosby, presso lo studio di Paolo Tosi registrò una reinterpretazione orchestrale di Georgia on My Mind (autore Hoagy Carmichael), ma la Decca non ebbe interesse a produrre una cover fatta da un italiano. Il singolo fu riesumato e allegato nel 1963 alla Nuova Enigmistica Tascabile (NET). Sempre nel 1954, con l'esordiente chitarrista Giorgio Gaber, al Moto Club di Milano formò il gruppo "Ghigo e gli arrabbiati", esordiente nell'anteprima del Festival Jazz di Milano. Agosti affinò così la sua preparazione musicale con amici jazzisti come Enrico Intra, Lelio Lorenzetti, Lino Patruno, Ezio Leoni, Nando De Luca, Ernesto Villa e Fausto Papetti. Dal 1954 al 1956, gli "Arrabbiati" di Agosti e Gaber apparvero in locali milanesi fra i quali Il Tricheco, Taverna Messicana, Arethusa e il Derby. Nel 1956 lasciò gli studi per la musica.
Al pianoforte eseguì un certo numero di canzoni che gli procurarono una certa popolarità nei gruppi giovanili di Milano; fra queste, Stazione del blues (scritta nel 1951, evoluta in Stazione del rock nel 1955), la maccheronica Coccinella (non ancora incisa), Bocciato agli esami di riparazione (proposta all'urlatrice Brunetta), e le non incise La Gufa, Il Grillo e la Formica, Jenny Jenny Jenny (adulterazione di Jenny Take a ride), cover di Louis Jordan, Little Richard (suoi virtuali maestri canori), Chuck Berry, Jerry Lee Lewis e sonorità ispirate alle big band. Gli "Arrabbiati" non ebbero una formazione stabile, e con loro suonarono il chitarrista Ricky Sanna (più tardi in arte Ricky Gianco), il bassista Guidone e il batterista Tony Cicatiello.
Il 18 maggio 1957 Agosti fu ospite al primo festival del rock and roll Trofeo Oransoda, evento patrocinato dalla Democrazia Cristiana con sponsor Oransoda, tenutosi al Palazzo del Ghiaccio di Milano e organizzato dal ballerino Bruno Dossena (tre volte campione del mondo); l'evento divenne noto anche per l'esordio di Adriano Celentano con i Rock Boys.Gino Cervi, Sergio Giuntini, Milano nello sport, Hoepli Editore, 2014 - ISBN 8820364964
Ghigo cantò Caldonia di Louis Jordan (ritenuto da Agosti suo grande ispiratore e primo vero rocker americano). Fu l'ultima volta che Gaber suonò con Agosti, proseguendo la sua carriera con Enzo Jannacci. Il festival fu vinto dal Dossena Rock Ballet, accompagnato dalla Original Lambro Jazz Band, a cui seguirono i "Celentano and his Rock Boys". Erronee citazioni dell'assegnazione del Trofeo Oransoda furono pubblicate dalla Curcio Editore e altri editori; il festival fu destinato ad una gara di ballo di rock and roll a cui partecipò la Nazionale francese di ballo acrobatico.
Fece poi alcune rare apparizioni al club Santa Tecla nel 1958, con jam session formate da musicisti presenti nel club anche occasionalmente. Nel locale, frequentato tra gli altri da Gian Franco Reverberi, Giorgio Gaber, Ricky Gianco, Enzo Jannacci e Adriano Celentano, si esibivano abitualmente formazioni jazz, come la "Milan College Jazz Society" e il "Gianni Basso-Oscar Valdambrini quintett". Dal 1959 le serate ufficiali proseguirono poi per diversi anni con l'orchestra di Bruno De Filippi e la formazione di Enrico Maria Papes (batteria), Giacomo Di Martino (chitarra), Sergio Di Martino (basso), che nel 1963 andarono a formare I Giganti. Tra Agosti e questi nacque una grande amicizia con Mino Di Martino e Francesco Marsella. Il 19 febbraio 1960 Agosti partecipò al festival "Stracortina" (Cortina d'Ampezzo); fu premiato con Giorgio Gaber, Umberto Bindi, Marino Barreto, Miranda Martino e il Quartetto 2 + 2.
Coccinella fu scritta nel 1956 e incisa nel 1957. Agosti propose al maestro Piero Soffici il brano ma, dopo l'incisione, alcuni timori di censura indussero il produttore Gianbattista Ansoldi ad un ripensamento. La prudenza del produttore comportò due anni di attesa di tempi più maturi per il pubblico. L'uscita ufficiale di Coccinella avvenne nel periodo autunnale del 1959 con migliaia di copie destinate al juke-box.
Il presentatore Rai Mario Riva invitò Agosti in televisione a Il Musichiere nel 1959, dove condivise il palco con altri urlatori, quali Mina (Baby Gate), Brunetta, Tony Dallara, Guidone e altri. Nel 1960 la canzone Coccinella passò dal juke box ai negozi di dischi. Il disco vendette in Italia oltre 1 milione di copie (dato Peer Southern Music, label proprietaria dei diritti editoriali).
Coccinella e Stazione del Rock
Agosti fu censurato dalla commissione Rai, che scoprì un'ispirazione alla parigina "Madame Coccinelle", un'artista transessuale francese che nel 1958 si sottopose a un intervento chirurgico per cambiare sesso. A complicare ulteriormente la situazione fu l'arrivo a Milano nel 1960 proprio di Madame "Coccinelle": la censura Rai colpì ancora l'artista sulle canzoni Banana frutto di moda, Bella ragazzina di Verona e Dai fa la brava (non scritta da Agosti, costretto dall'editore a cantarla), tutti brani considerati "equivoci" per i doppi sensi presenti nei testi. Tuttavia, secondo l'artista (dal libro La felicità costa un gettone), il motivo della censura non fu legato al testo delle sue canzoni, ma al suo modo di cantare non accettato da professori Rai che giudicarono l'interpretazione canora non consona allo standard musicale di radio e TV. Radio e televisione non furono più accessibili ad Agosti, a cui rimase stampa, juke box, festival e tour. Questo rock and roll fu giudicato nel 2005 da Radio RAI 2Palinsesto e archivio teche RAI 2005 tra i 10 migliori brani italiani del Novecento; quando il disco esordì, sul retro apparve Stazione del Rock, la cui prima registrazione (c/o studio di Paolo Tosi) avvenne nel 1955, con incisione su vinile del 1957. Coccinella trovò ampia distribuzione sul mercato francese e spagnolo nel 1961 e in Italia con la 2ª edizione Coca-Cola. Il brano divenne noto e suonato in tutto il mondo, con versioni ad opera di svariati artisti di ogni nazionalità, come Juan Alegre che pubblicò nel 1960 Coccinella rititolandola Jo te quiero, Paul White (UK), in seguito in Italia il rocker Guidone, Enzo Maugeri, Pino Donaggio, Ivan Cattaneo in Italian Graffiati (1981), Giulio Todrani (padre di Giorgia), dal 1992 al 2007 altri artisti italiani: il gruppo catanese Francois e le coccinelle (che prese il nome proprio dalla canzone), gli Spot Band, Mauro Tallevi, The Sweaters, Little Taver and his crazy alligators e un'emblematica celebrazione nel film Radiofreccia di Ligabue del 1998. Da un punto di vista storico, Coccinella e Stazione del Rock furono due brani considerati pionieristici; diversi esperti del settore, critici e collezionisti del vinile infatti, videro in queste due canzoni l'inizio del rhytm'n'blues e rock'n'roll della storia italiana e forse europea.
Il suo stile fu caratterizzato da una voce impetuosa, densa di frenesia, e da una forte presenza scenica (riduceva a brandelli le sue camicie, si muoveva come un contorsionista, scendeva dal palco scatenando la folla). Durante i festival si impadronì del palco con improvvisazioni vocali e jam session. All'avanguardia nel mercato discografico italiano, si prodigò in più generi, dal Rock and roll al Blues Scalogna e carcere, il cha cha cha Banana frutto di moda, il ballad Solo con me, il Twist Baby Twist Me e il Tango rock Non avrei mai creduto. Forte fu la vendita dei dischi, mirata ai vertici delle classifiche; fra i suoi successi vi furono i R&R Coccinella, Allocco tra gli angeli e No al Demonio, il R&B Stazione del Rock, Conosco Jenny, il soul di Non voglio pietà, il beat Ciao e l'Orsacchiotto nero e lo sperimentale James Brown dice io dico.
Dal 1959 al 1969 svolse tournée, serate e manifestazioni come il Festival dell'Urlo (prodotto da Agosti), della Canzone (1960 in poi), del Juke Box (1961 in poi), del Twist (1963), del Rock'n roll (dal 1957 al 1961), ad eccezione del Cantagiro e del Festival di Sanremo che mai lo ospitarono.
1960-1963: Il Partito estremista dell'urlo
Nel 1960, con una fazione di urlatori sovversivi, istituì il Partito estremista dell'urlo, finalizzato a contrapporsi ai cantanti melodici e alla politica canora della RAI.
Con questi alleati, organizzò fino al 1963 edizioni del Festival dell'Urlo, spettacolo dal vivo senza competizione e senza vincitori né vinti. I primi urlatori aggregati a Agosti furono: Brunetta, Guidone, Little Tony, Babette e Tony Renis. Dal 1961, la compagine si ampliò con Dyna Mitt, Lidia La Gatta, Fausto Denis, Jerry Pryel, Fred Ciclone, Cucciolo Di Lernia, Joe Tornado, Riki Sanna, Rik Valente, Angela, Fred Ciclone, Pino Donaggio, Paula, Pino Vinci e Clem Sacco.
Tali urlatori seguirono Agosti in edizioni del festival del juke-box, prodotto da Agosti.
Agosti fu anche un precursore del rock demenziale con l'amico Clem Sacco; l'ispirazione sul genere gli nacque durante l'adolescenza, assimilando spunti demenziali da film di Alberto Sordi, ritenuto dall'artista l'inventore del genere. Il primo demenziale fu Banana frutto di moda (1960), seguito dal rock'n roll No! al demonio, dal blues rurale Scalogna e carcere (1961) e Tredici vermi col filtro (ispirata al famoso scandalo di sigarette avariate, 1962). Fece molto discutere il demenziale Banana frutto di moda considerato concupiscente; inedito, fu presentato nel 1959 al Festival di San Severino Marche (presente Brunetta, in anagrafe Mara Pacini) e al Teatro Orfeo di Milano, sotto la direzione del maestro Piero Soffici (padre di Roberto Soffici). Erronea datazione del brano fu pubblicata sull'Enciclopedia del rock italiano; il disco fu presentato al Festival "Sei giorni della canzone" di Milano nel 1960, ove Agosti (con Allocco tra gli angeli) si classificò primo in prima serata, secondo nelle seguenti e terzo nell'ultima.
Nel 1960 Agosti scrisse per l'esordiente Fred Bongusto Bella bellissima; Nel 1965 Una cosa di nessuna importanza per Nicola Di Bari e Se amo un ragazzo cantata da Ketty. Nel 1960 altri due videoclip, Coccinella (estratto dal Musichiere) e Rock lo scatenato, primo Carosello rock con Agosti prigioniero in gabbia e costretto a bere la terapeutica camomilla Bonomelli. A Roma nel 1961, accompagnato dal gruppo de I Ribelli, trionfò al Festival rock'n roll in una performance interrotta dai vigili urbani, evento conservato dall'Istituto Luce.
1964-1968: Ghigo e i Goghi - Mister Anima - Rico Agosti