È stato presidente del Venezuela dal 1999 fino alla sua morte, tranne durante la breve parentesi del colpo di Stato del 2002.

Durante la sua lunga carriera presidenziale, Chávez promosse un suo personale modello politico votato all'integrazione dell'America Latina e all'anti-imperialismo, ponendosi inoltre come uno strenuo critico della globalizzazione neoliberista e della politica estera statunitense. La sua particolare filosofia politica è stata denominata chavismo, caratterizzata dalla commistione di bolivarismo (da cui il nome rivoluzione bolivariana), teologia della liberazione, marxismo d'ispirazione guevarista e castrista, terzomondismo e nazionalismo di sinistra, che, assieme al cosiddetto socialismo del XXI secolo, hanno costituito l'asse portante dell'ideologia del suo partito.

Chávez fondò il Movimento Quinta Repubblica (poi confluito nel Partito Socialista Unito del Venezuela nel 2008) dopo aver organizzato, il 4 febbraio 1992, un fallito colpo di Stato contro l'allora presidente Carlos Andrés Pérez. Chávez fu eletto presidente nel 1998, grazie alle sue promesse di aiuto per la maggioranza povera della popolazione venezuelana, e fu rieletto nel 2000, nel 2006 e nel 2012. In Venezuela, Chávez ha lanciato le cosiddette Missioni Bolivariane, i cui obiettivi sono quelli di combattere le malattie, l'analfabetismo, la malnutrizione, la povertà ed altri mali sociali. In politica estera, si è mosso contro il Washington consensus, sostenendo modelli di sviluppo economico alternativi e richiedendo la cooperazione dei paesi più poveri del mondo, specialmente quelli latino-americani. Gli investimenti sociali (attraverso le ‘'misiones’' create nel 2001) nei settori dell'istruzione, alimentare e medico-sanitario hanno permesso di ridurre il tasso di povertà di quasi 30 punti (dal 54% al 26%) tra il 2003 e il 2008, con una diminuzione particolarmente significativa della povertà estrema del 72%. Anche la malnutrizione e l'analfabetismo hanno registrato un netto calo. Questi progressi sociali sono accompagnati anche da una riduzione delle disuguaglianze misurate dall'indice di Gini.

I suoi critici e detrattori lo accusarono di essere un populista autoritario, rimproverandogli anche la sua vicinanza con alcuni stati non-democratici e con stati le cui modalità di governo, seppur formalmente democratiche, sono fortemente criticate dall'Occidente, come la Libia durante il regime di Muʿammar Gheddafi e l'Iran,Rapporti peraltro non ideologici ma tattici, in quanto la repubblica islamica è uno dei maggiori critici dell'ingerenza statunitense ma non è un paese socialista; inoltre Libia, Iran e Venezuela sono tre grandi esportatori di petrolio, membri dell'OPEC; vedi anche Relazioni bilaterali tra Iran e Venezuela. mentre i suoi sostenitori lo considerano un rivoluzionario socialista e democratico, impegnato per la giustizia sociale.Fabio Marcelli, Chavez, la restituzione della patria Poco dopo la quarta vittoria consecutiva alle elezioni presidenziali, nel 2012, Hugo Chávez ha prima dovuto ritirarsi gradualmente dalla scena politica ed è poi morto nel 2013, a causa di una grave forma di tumore, che lo aveva colpito nel 2011, e delle relative complicanze, lasciando il governo e la presidenza al suo successore designato, Nicolás Maduro.

Biografia Origini familiari e infanzia Chávez nacque a Sabaneta, nello stato federato di Barinas, il 28 luglio del 1954 in una modestissima famiglia d'origini mestize e zambe. Il futuro Presidente venezuelano non ha mai fatto mistero di queste sue origini etniche miste, dichiarando altresì di come abbiano inciso sulla maturazione della propria coscienza sociale e politica.«Quando eravamo bambini, ci raccontavano di avere una madre patria, la Spagna. Successivamente, abbiamo scoperto, nelle nostre vite, che come dato di fatto, avevamo molte madri patrie. Una delle più grandi patrie di tutte è senza dubbio l'Africa. Noi amiamo l'Africa. E ogni giorno siamo sempre più consapevoli delle nostre radici africane [...] Il razzismo è una caratteristica dell'imperialismo. Il razzismo è una caratteristica del capitalismo. L'Uragano Katrina, infatti, ha senza dubbio molto a che fare con il razzismo. L'odio verso di me ha senza dubbio a che fare con il razzismo. A causa della mia grande bocca, a causa dei miei capelli ricci. Io sono molto orgoglioso di avere questa bocca e questi capelli, perché sono africano» (Chávez parla delle sue origini, durante una visita negli Stati Uniti) Suo padre, Hugo de los Reyes Chávez, era un maestro elementare che, a causa delle ristrettezze economiche, per mantenere la numerosa famiglia fu obbligato ad affidare due dei figli, il piccolo Hugo e il fratello maggiore Adán, alla nonna paterna Rosa Inés, anch'ella residente a Sabaneta, in una tipica casetta da indio fatta di paglia e fango secco, costruita grazie a un sussidio statale.

Hugo e il fratello erano molto legati alla nonna, che chiamavano Mama, e il futuro presidente scrisse numerose lettere, anche dopo la morte della donna, dove la ringraziava per la sua infanzia felice con lei.. Nonostante le migliori condizioni di vita, Chávez ebbe comunque problemi economici: fu rifiutato alle elementari perché non aveva un paio di scarpe, ma solo dei sandali di corda. Date le precarie circostanze economiche, Chávez contribuiva all'esiguo reddito familiare vendendo dolci fatti dalla nonna per le strade di Sabaneta.

Carriera militare All'età di diciassette anni si arruolò nell'Accademia venezuelana di Arti Militari. Dopo la laurea in Scienza e Arti militari, Chávez svolse per alcuni mesi il servizio militare. Si occupò anche di comunicazioni, gestendo un programma radio nell'esercito e partecipando in qualità di presentatore ad eventi ricreativi come concorsi di bellezza. In seguito si dedicò allo studio delle Scienze politiche all'Università Simón Bolívar di Caracas, che tuttavia lasciò senza ottenere una laurea.Governo del Venezuela, Presidente Hugo Rafael Chávez Frías, Gobierno En Línea (2005). Consultato il 15 giugno 2006.

Durante gli anni degli studi Chávez e i suoi compagni svilupparono una dottrina nazionalista di sinistra che chiamarono "bolivariana", ispirata dalla filosofia Panamericanista del rivoluzionario venezuelano dell'Ottocento Simón Bolívar, dall'influenza del presidente peruviano Juan Velasco Alvarado e dal pensiero di vari ideologi comunisti e socialisti tra cui Marx e Lenin.Hugo Chávez Venezuela's Redeemer Burt, Jo-Marie & Rosen, Fred: Maggio 2000 A influenzare la visione politica di Chávez furono anche il pensiero di Antonio Gramsci, quello di Antonio Negri e l'azione storica di Giuseppe Garibaldi. In questi anni, inoltre, si dedicò ad attività culturali ed eventi sportivi, giocando a baseball e softball, arrivando fino ai campionati nazionali, e scrivendo poesie, racconti e opere teatrali.

Di Simón Bolívar ne assorbì il pensiero, soprattutto sul concetto di integrazione e costruzione della Grande Colombia: Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia. Ma già da cadetto aveva subito il fascino del Libertador Simón Bolívar, a cui per altro era intitolato il suo corso. Di indole ribelle, si mise spesso nei guai per non condividere le azioni di repressione dell'esercito, in quei tempi utilizzato come estensione della polizia.

Nacque così l'ideologia bolivariana, che inizialmente si sviluppò all'interno delle Forze Armate, dando vita già dal 1983 al Movimiento Bolivariano MBR-200, costituito per la maggior parte dai cadetti della "Promozione Simón Bolívar" che uscì dalle scuole militari nel 1975.

Il caracazo e l'opposizione alla politica governativa Nel 1989 scoppiò una protesta popolare contro il caro-vita, detta caracazo. Il governo incaricò anche i militari per il mantenimento dell'ordine pubblico; l'esercito ebbe anche l'ordine di sparare sulla folla, e massacrò migliaia di oppositori. Chávez e alcuni suoi colleghi bolivariani furono tra i pochi ufficiali che si rifiutarono categoricamente di eseguire quegli ordini, e non furono congedati o sanzionati per questo. Questo lo accreditò come un "amico del popolo" agli occhi di molti venezuelani.

Il fallito colpo di Stato "bolivariano" Promosso al grado di colonnello nel 1991, l'anno seguente, il 4 febbraio 1992, fu protagonista di un colpo di Stato da parte delle forze militari che tentò di rovesciare il legittimo presidente Carlos Andrés Pérez, che i bolivaristi ritenevano corrotto e filo-statunitense. Il golpe fallì, causando, secondo le voci ufficiali del Ministero della Difesa, 14 morti e 53 feriti, e Chávez fu arrestato e imprigionato. Prima di essere messo in custodia dalle forze dell'ordine, Chávez parlò in diretta sulla televisione nazionale, dichiarando di aver fallito "per ora" e promettendo un futuro migliore per il popolo venezuelano. Il suo arresto suscitò un ampio movimento popolare che ne chiedeva la liberazione; riacquistò la libertà nel 1994 grazie a un'amnistia, ma dovette abbandonare le Forze Armate.

La sua traiettoria politica cominciò a prendere corpo già durante gli anni nel carcere di Yare, in Valles del Tuy, e proseguì fino all'elezione alla presidenza del Venezuela, nel 1998.

L'avvento al potere Nel 1999 giurò per la prima volta per divenire presidente del Venezuela; fu ripetutamente eletto nel 2000, 2006 e 2012, promuovendo l'ideologia socialista e bolivarista, durante i quasi 14 anni di governo (vedi sezione La politica di Chávez), escluso il brevissimo periodo della sua deposizione temporanea (2002).

Vita privata Chávez è stato sposato due volte, con Nancy Colmenares e Marisabel Rodríguez (con quest'ultima dal 1999 al 2004), aveva quattro figli (Rosa Virginia, María Gabriela, Hugo "Huguito" Rafael, e Rosinés) ai quali ha sempre garantito la massima privacy e riservatezza, anche se spesso le figlie hanno partecipato con lui a eventi politici, nei suoi ultimi anni di vita.

La famiglia Tutti i familiari di Chávez sono impegnati in politica. Il fratello maggiore Adán è stato ministro dell'educazione, mentre ora è l'attuale governatore dello stato di Barinas, Narciso è plenipotenziario (ossia responsabile degli accordi tra Cuba e Venezuela), Anibal è sindaco di Sabaneta (paese natale della famiglia), Argeny è segretario di Stato a Barinas, Adelis è consigliere d'amministrazione della Sofitasa, banca privata che gestisce alcuni fondi del governo.

Fede religiosa Chávez era da sempre un cattolico praticante, benché seguisse politiche laiche. Sulla sua fede personale, vicina anche alla teologia della liberazione e al popolare sincretismo religioso venezuelano, ha detto tra l'altro, esprimendo il desiderio di incontrare Papa Benedetto XVI, durante la Mostra del cinema di Venezia nel 2009:

Abitudini personali Chávez ha affermato di masticare foglie di coca abitualmente, nonostante non facesse uso di alcol e non fumasse. sul sito di LA7 e articolo su quotidiano.net. Era un grande appassionato di sport, in particolare di baseball, e sostenne, con i proventi nazionali del petrolio, e tramite un apposito progetto statale, la carriera del giovane pilota automobilistico venezuelano Pastor Maldonado alla Williams F1. Molto nota anche la sua stretta amicizia con l'ex calciatore argentino Diego Armando Maradona e con il pugile venezuelano Edwin Valero.

Malattia e morte