La docimologia (dal greco δοκιμ(άζω) "esaminare", attraverso il francese docimologie) è un ramo della didattica, introdotto dallo psicologo Henri Piéron, che si occupa dello studio dei metodi e dei sistemi di valutazione delle prove di verifica, al fine di elaborare tecniche di esame e di valutazione degli allievi o dei candidati a un concorso.
Il fine della docimologia è quello di dare indicazioni su come trovare parametri validi e affidabili per l'attribuzione di punteggi nelle prove, solitamente in rapporto a 4 fattori, per esempio tempo di esposizione dei concetti esposti in rapporto a tempi assegnati.
La docimologia si pone come obiettivo quello di trovare metodi di valutazione oggettivi, tramite varie tipologie di prove, come test, prove strutturate. Le istituzioni dell'educazione formale devono tener conto dei principi della docimologia nella stesura del progetto educativo.
Scopi della valutazione Conviene in primo luogo porsi la domanda del perché della valutazione.
La valutazione è un modo di seguire i progressi rispetto ad una formazione degli obiettivi da raggiungere. Alcuni di questi, per esempio in didattica sono: capacità di trasmissione del sapere (conoscenza) capacità di azione (pratica) capacità d'interazione o saper essere (atteggiamenti).
La valutazione permette dunque di collocare coloro che apprendono in corrispondenza ad un livello, su una scala ordinata di obiettivi. Ciò permette da un lato di far prendere coscienza agli studenti dei progressi conseguiti e del livello di competenza maturato, dall'altro permette al docente di mettersi in discussione e di adattare la formazione in termini di forma e contenuto alle mutate condizioni del discente.
La valutazione è quindi un mezzo per certificare che gli obiettivi formativi sono stati raggiunti. Ciò prende in generale la forma di un diploma, che può essere riconosciuto da altri organismi e dunque dare accesso ad un impiego od una funzione pubblica che richiede un livello di formazione più elevato.
La valutazione è, secondo alcuni, anche uno strumento pedagogico (valutazione formativa), in quanto può contribuire alla realizzazione dei progressi dello studente; è certamente uno strumento di selezione (valutazione certificativa) nel sistema scolastico statale.
Sono tuttavia presenti alcune teorie pedagogiche che hanno sfumature e connotazioni differenti, come ad esempio la metodologia steineriana od alcuni progetti formativi degli anni sessanta.
Tipi di valutazione La valutazione ricopre molte funzioni all'interno dell'iter formativo perciò bisogna tenere conto di tre aspetti fondamentali:
obiettivo di apprendimento: chiarisce con esattezza che cosa si vuole sottoporre a verifica; validità: bisogna accertarsi che le prove somministrate siano in linea con gli obiettivi di apprendimento prefissi; attendibilità: bisogna assicurarsi che i risultati ottenuti siano gli stessi che otterrebbero altri valutatori, in altre condizioni.
La valutazione orienta le scelte didattiche per cui bisogna disporre di informazioni quanto più analitiche per avere successo nel processo di insegnamento-apprendimento. C'è dunque bisogno di servirsi di strumenti validi e attendibili, per avere informazioni diversificate a seconda del momento del percorso didattico.
Si possono diversificare dunque diversi tipi di valutazione:
valutazione iniziale: è orientata ad avere informazioni sulle conoscenze in entrata dell'allievo prima di un intervento didattico per assicurarsi che abbia, o non abbia, gli strumenti utili indispensabili per le attività che seguiranno; valutazione formativa o intermedia: ha lo scopo di far emergere le eventuali difficoltà che un allievo può incontrare nel corso dell'attività didattica; in questo caso si può procedere ad un percorso per compensare tale/i difficoltà e consentire, in itinere, un miglioramento dell'apprendimento; valutazione finale o sommativa: è orientata a “tirare le somme” di quello che si è appreso nel corso dell'intervento didattico; valutazione predittiva: si usa quest'espressione per riferirsi a quel tipo di valutazione in grado di predire, appunto, il risultato che un alunno perseguirà in un determinato iter scolastico, come ad esempio nel caso degli esami di terza mediaB. Vertecchi, Manuale della valutazione, Franco Angeli, Milano, 2003.
Che cosa si valuta? La complessità della valutazione è sapere ciò che si valuta esattamente. Così, durante un esame, non si valutano solamente le conoscenze, ma anche la gestione della tensione nervosa (stress), la strategia (impasses, corsa ai punti), l'ingegnosità (imbrogliare senza farsi prendere), la fortuna. Al contrario, la valutazione continua permette di seguire di giorno in giorno il progresso delle conoscenze, ma è poco propizia alla sintesi e alla memoria a lungo termine (la parte valutata è ristretta e recente).
In un questionario a scelte multiple, si valuta la capacità di tirare ad indovinare, di ricordare attraverso un supporto. Con una composizione (redazione, dissertazione), si valutano le conoscenze, ma anche la capacità di analisi, di sintesi, l'espressione scritta. In un esame orale si valuta inoltre l'espressione orale. In un gioco di ruolo, si può valutare la gestione della tensione nervosa, la reattività, la capacità d'adattamento.
In una valutazione collettiva (valutazione per progetto), si valuta in particolare il saper fare, la capacità di lavoro di squadra.
Nel momento in cui si concorre ad una valutazione, bisogna in primo luogo sapere quali sono gli obiettivi della formazione, in modo da poter determinare quali saranno valutati. Inoltre occorre porsi la domanda dell'adeguatezza tra il metodo di valutazione e gli obiettivi della formazione.
Rischi di una valutazione non adatta Una valutazione inadatta è una valutazione che non risponde alla domanda posta, vale a dire che non valuta, o valuta male, gli studenti rispetto agli obiettivi della formazione.
Ciò può inizialmente sfociare in un problema di selezione: si rischia di selezionare un candidato non corrispondente al profilo (cattiva selettività) ed eliminare al contrario un candidato interessante (cattiva sensibilità).
Ciò può essere anche un fattore di demotivazione per lo studente.
La valutazione autentica nell'ambito della formazione professionale e tecnica nel Québec
Da alcuni anni si assiste ad un crescente interesse per la valutazione autentica nel mondo della Misura e Valutazione. Nella letteratura specialistica americana, tale approccio si ritrova sotto le rubriche Authentic Assessment o Valutazione e Performance Based Assessment. Nel quadro di questo breve lavoro, cercheremo di definire cosa si intende con Valutazione Autentica. Faremo alcuni esempi di applicazioni nella formazione generale e nella formazione specialistica. Solleveremo alcuni problemi associati a tale metodo di valutazione. Infine, illustreremo grazie ad alcuni casi come la Direzione generale della formazione professionale e tecnica utilizza la valutazione pratica per certificare la competenza dei suoi studenti. Tali valutazioni pratiche si avvicinano molto alla valutazione autentica precognizzata da Grant Wiggins.
Definizione del concetto Secondo Grant Wiggins, ricercatore e specialista di riforme scolastiche:
Secondo lui, lo studente può dimostrare attraverso la valutazione autentica la sua maestria nelle competenze utilizzandole in un quadro il più reale possibile. Gli esami tradizionali sono solo mezzi per mostrare che lo studente ricorda degli elementi di informazione o che può applicare meccanicamente delle tecniche.
La validità del test varia a seconda se il test simula prove di abilità del mondo reale o meno. La validità della maggior parte dei test a scelta multipla è determinata semplicemente abbinando elementi al contenuto del curriculum. (Wiggins2, pagina 1).
Secondo Janine Huot: Un compito basato sulla performance consiste in un'attività che richiede la dimostrazione per gli studenti delle loro attitudini a integrare e utilizzare il loro sapere, saper fare e giudizio in un contesto autentico. Un tale compito possiede una o più caratteristiche seguenti:
esige l'uso di conoscenze e di abilità in un contesto che rappresenta delle situazioni o problemi reali: permette di scoprire i passi utilizzati dagli studenti per affrontare una situazione data, piuttosto che limitarsi al risultato finale: fa appello a molti risultati d'apprendimento o competenze; esige l'uso di attitudini intellettuali complesse; permette di osservare le molteplici sfaccettature dell'apprendimento; dà agli studenti la scelta del tipo di produzione per esibire ciò che hanno appreso. (Huot2, pagina 3).
Alcuni esempi di applicazioni Da molto tempo, la valutazione autentica è utilizzata negli ambiti professionali. Si può pensare al diritto e al notariato che venivano insegnati per apprendimento e che erano valutati da un ufficio di esaminatori. Gli eserciti statunitense, britannico e canadese si servono della valutazione autentica nell'attribuzione dei brevetti di ufficiale.
Nei corsi di studio degli aspiranti ufficiali delle Forze armate canadesi, si utilizza la valutazione autentica per verificare le competenze in leadership. Un allievo-ufficiale riceve l'ordine di andare a cercare due ribelli dell'Esercito di liberazione dell'Ontario su una strada situata a più di 15 chilometri dalla base militare. Per farlo, dirige una squadra di 6 soldati. Si mette a sua disposizione un camion con autista e tutto l'equipaggiamento militare necessario. Durante tutta l'operazione, le azioni dell'allievo-ufficiale sono esaminate da un sergente o da un aiutante che le valuta metodicamente. Si studia il modo in cui pianifica l'operazione e il modo di passare gli ordini ai suoi subalterni. Si prepara una valutazione globale di tutta l'operazione. L'osservatore interverrà solo se è in gioco la vita dei partecipanti o se ci sono dei rischi di distruzione di materiale.
Per rendere l'operazione più realistica, i ribelli possono opporre resistenza al loro arresto o un membro della squadra può morire immediatamente. La valutazione dei membri del corpo medico si fa anch'essa attraverso la valutazione autentica. Nel momento in cui l'interrogatorio si trova al capezzale di uno pseudo-paziente e gli pone delle domande, quest'ultimo può morire senza avvertimento. (Swanson, pagina 9). Tale messa in scena può essere realizzata anche con un modello informatico.
Ogni prova è seguita da uno dei briefing con l'aspirante in cui tutta l'operazione sarà passata in rassegna. Tale metodo permette alle autorità militari di fare allo stesso tempo una valutazione formativa delle conoscenze dei candidati. Collegando i rapporti, le autorità producono una valutazione sommativa della performance degli individui.
Tale metodo di valutazione rispetta la validità e la fedeltà. Si può definire la validità di un test o di un esame come la valutazione globale, fondata su delle prove empiriche e su una teoria razionale, in base all'adeguatezza ed alla correttezza delle inferenze e delle azioni stabilite dai punteggi del test. La fedeltà si definisce come la qualità che possiede uno strumento di misurare con la stessa esattezza ogni volta che è amministrato. Il MEQ considera la fedeltà come la qualità di uno strumento di misura i cui risultati restano stabili per gli stessi soggetti che si trovano in condizioni identiche nonostante modalità di somministrazione diverse. (Legendre, pagina 609)
Nel caso dei corsi degli aspiranti ufficiali, la validità della valutazione è assicurata dalla correlazione tra i contenuti del corso dati e le competenze valutate. La fedeltà inter-juge è favorita preparando un corso che tutti i valutatori devono seguire.