Il Movimento delle sardine, anche noto semplicemente come Le Sardine o 6000 sardine, è stato un movimento di attivismo politico italiano.
Il movimento era dichiaratamente acefalo e senza una gerarchia definita,. tuttavia Mattia Santori, uno dei fondatori, venne identificato dalle fonti giornalistiche come leader di fatto del movimento. Alcune delle figure più rilevanti del movimento fondarono un'associazione denominata Associazione 6000 sardine E.T.S.
Il movimento nacque a Bologna nel novembre del 2019 durante la campagna elettorale per le elezioni regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020, dichiarandosi in opposizione al populismo e al sovranismo che caratterizzavano alcuni partiti della destra italiana, che in quel momento si trovavano all'opposizione al governo Conte II, pur risultando in testa ai sondaggi politici d'opinione. Dopo le prime manifestazioni nella regione di origine, in breve il movimento si estese anche a livello nazionale, costituendo secondo alcuni analisti la principale novità di quegli anni sul lato sinistro dello spettro politico, anche se di fatto le sue attività si indebolirono fortemente fin dalla prima ondata della pandemia di COVID-19. Le Sardine ispirarono anche un simile movimento in Finlandia chiamato Silakkaliike ("aringhe").
Ciò che caratterizzò il movimento delle sardine rispetto ad altre forme di contrasto al populismo fu anche il fatto di essere una mobilitazione popolare e non, come in altri casi, il frutto di precise strategie di partiti e media tradizionali..
Il richiamo alla sardina, simbolo del movimento che veniva esibito dai militanti in occasione delle proprie manifestazioni, derivava dalla locuzione "stretti come sardine", intendendo quindi richiamare il desiderio di riempire il più possibile le piazze, ma si riferiva anche alla caratteristica di questi pesci, i quali, piccoli e indifesi, si muovono in gruppo con forza.
Storia Contesto
Tradizionale roccaforte della sinistra dapprima socialista, poi comunista e infine post-comunista per più di un secolo, a partire dalla crisi economica del 2008-2009 l'Emilia-Romagna ha visto una progressiva crisi del partito erede di tale tradizione, il Partito Democratico, e delle coalizioni da esso guidate. Dopo l'ultimo successo delle elezioni europee del 2014, infatti, vi fu dapprima un record storico negativo nella partecipazione elettorale alle regionali del 2014, ma soprattutto l'ottenimento della maggioranza relativa a livello regionale da parte del Movimento 5 Stelle nelle elezioni politiche del 2018 e della Lega nelle europee del 2019, che ottenne il 33,8% dei voti, con una media del 47,8% nei piccoli comuni sotto i tremila abitanti..
La coalizione di centro-destra e il partito allora egemone al suo interno, la Lega di Matteo Salvini, apparivano dunque come i favoriti alla vigilia delle elezioni regionali dell'anno successivo, con un distacco di ben sette punti percentuali da recuperare da parte del centro-sinistra in base ai risultati delle europee. A questi fattori si aggiunse poi un ulteriore fattore di tipo nazionale. Nell'estate 2019 infatti cadde il governo Conte I, appoggiato da una coalizione tra M5S e Lega, e, nonostante le richieste di andare a elezioni anticipate da parte del centro-destra, si formò una coalizione alternativa formata da M5S, PD, LeU e altri, che appoggiava il nuovo governo Conte II. Alla contesa elettorale in Emilia-Romagna venne così dato da parte della Lega il valore di una contesa nazionale, nell'idea che la nuova coalizione non avrebbe potuto reggere alla perdita di una storica roccaforte del centro-sinistra. All'opposto, il centro-sinistra guidato dal Partito Democratico tese a dare alla tornata elettorale un significato meramente locale, basandosi sulla propria presenza ancora prevalente nelle amministrazioni comunali.. L'invito a trasformare le elezioni in una contesa su temi nazionali fu invece accolto da un nuovo movimento, le "Sardine".
6000 Sardine e la campagna elettorale in Emilia-Romagna In questo contesto favorevole, il 14 novembre 2019 la Lega organizzò un evento al Paladozza di Bologna, nel quale il segretario del partito Matteo Salvini lanciò la candidatura a presidente della regione della leghista Lucia Borgonzoni per la coalizione di centro-destra.
Contemporaneamente all'evento leghista, un gruppo di quattro amici (Mattia Santori, Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Giulia Trappoloni.) creò su Facebook un evento denominato "6000 sardine contro Salvini". L'obiettivo era quello di radunare sul "Crescentone", grosso marciapiede rettangolare e rialzato posto al centro di piazza Maggiore, almeno persone, ovvero un numero di persone superiore a quelle che avrebbero potuto presenziare all'evento al Paladozza, dotato di posti a sedere. Il nome "sardine" derivava dal fatto che persone sul Crescentone sarebbero state "strette come sardine". Da tale locuzione derivò un intero sistema di metafore: la manifestazione venne presentata come la "prima rivoluzione ittica della storia", uno degli slogan lanciati fu "l'Emilia-Romagna non abbocca", mentre i manifestanti vennero invitati a portare con sé una sagoma di una sardina. La manifestazione era rigorosamente apartitica e venne richiesto di non esibire simboli di partito. L'evento, anche grazie a una forte copertura mediatica, fu un successo: i manifestanti furono il doppio rispetto all'obiettivo iniziale, in maggioranza giovani sotto i trent'anni..
Il successo del raduno delle "sardine" venne poi replicato il 18 novembre in piazza Grande a Modena e il 21 novembre a Sorrento, stesso giorno di pubblicazione del primo manifesto del movimento, denominato "Benvenuti in mare aperto", in cui si annunciava la lotta contro i populisti.
Alla fine di novembre, dopo aver svolto numerose manifestazioni in molti comuni dell'Emilia-Romagna, tra cui Bibbiano, al centro di uno scandalo su affidamenti di minori che coinvolgeva anche il sindaco del Partito Democratico, contro cui la Lega aveva preso posizioni durissime, il movimento si diffuse anche al di fuori dei confini regionali, con numerosi flash mob organizzati in diverse piazze italiane. Le maggiori manifestazioni ebbero luogo il 30 novembre con quasi persone radunate in piazza della Repubblica a Firenze, il 1º dicembre con più di persone in piazza Duomo a Milano e il 10 dicembre con circa persone che riempirono piazza Castello a Torino. Altri eventi furono organizzati a Napoli e Palermo e in alcuni casi anche all'estero, con manifestazioni nella città di New York, acquisendo così visibilità anche internazionale.
Il 14 dicembre, un mese dopo il primo raduno bolognese, le Sardine lanciarono il "Global Sardina Day", organizzando una manifestazione a Roma in Piazza San Giovanni a cui parteciparono, secondo gli organizzatori, quasi persone ( secondo la questura). Durante la manifestazione romana, il leader di fatto delle Sardine, Mattia Santori, presentò i principali punti programmatici del movimento, che includevano la richiesta di trasparenza politica, la condanna dei discorsi di incitazione all'odio, una proposta di legge contro la violenza verbale (che si proponeva di equiparare legalmente alla violenza fisica) e una nuova politica di gestione dell'immigrazione in Italia. In particolare venne chiesta l'abolizione del cosiddetto "Decreto Sicurezza" promosso da Matteo Salvini durante il precedente governo Conte I, che aveva introdotto una serie di misure contro l'accoglienza dei migranti e che facilitavano l'espulsione degli irregolari.Il decreto sospendeva anche la procedura di richiesta di asilo di coloro che erano considerati "socialmente pericolosi" o che erano stati condannati per un reato. Lo stesso giorno si svolsero anche manifestazioni più piccole in altre nove piazze italiane e quattordici nel mondo, tra le quali Bruxelles, Parigi (200 persone) e Berlino.
L'ultima grande manifestazione di piazza delle Sardine prima del voto regionale, denominata "Bentornati in mare aperto", si tenne domenica 19 gennaio in piazza VIII Agosto a Bologna, alla presenza di circa persone. Nel concerto, durato oltre sei ore, si esibirono molti artisti, tra cui MaLaVoglia, Altre di B, Mario Ferrara, Joycut, Rumba de Bodas, Matilda De Angelis e Cristiana Dell'Anna, Skiantos, Fabrizio Barca e Patrizio Roversi, Casa del vento, Selvaggia Lucarelli, Gianni Morandi, Bandabardò, Sandro Ruotolo, Francesca Michielin, Modena City Ramblers, Il Terzo Segreto di Satira, Marlene Kuntz, Pif, Alessandra Amoroso, Irene Fornaciari, Vasco Brondi, Vicini d'istanti, Moni Ovadia, Afterhours, Subsonica, Willie Peyote, Alessandro Bergonzoni, Marracash e Vibrella sound, mentre Francesco Guccini inviò un messaggio di sostegno.
Il successo delle sardine si dovette anche alla forma delle loro manifestazioni, flash-mob più che comizi, adatti a coinvolgere una moltitudine di giovani tendenzialmente lontani dalla politica, ma disposti a farsi coinvolgere in forme meno impegnative di attività politica.. Il movimento riuscì quindi anche a essere un veicolo di ri-politicizzazione dei partecipanti alle manifestazioni, creando anche un certo senso di comunità tra i propri membri.
Sulla misura in cui le Sardine abbiano contribuito al successo del candidato di centro-sinistra in occasione delle elezioni regionali emiliano-romagnole del 26 gennaio vi sono state analisi contrastanti. Se vi è chi ha sottolineato l'importanza del candidato Stefano Bonaccini e dei temi regionali sottolineati dal PD durante la campagna elettorale, altre analisi hanno invece individuato, in quei comuni dove vi erano state manifestazioni delle Sardine, una percentuale media di voti per Lega e Fratelli d'Italia inferiore di quattro punti percentuali, a parità di altre condizioni, rispetto agli altri comuni emiliano-romagnoli.
Dopo il voto regionale In seguito al successo nel voto emiliano-romagnolo del 26 gennaio 2020 e al rapido diffondersi del movimento sul territorio nazionale, esso dovette riorganizzarsi, dotandosi di una struttura di coordinamento tra i gruppi locali e decidendo quali temi sostenere dopo il successo della campagna iniziale. Il 1º febbraio 2020 venne pubblicato un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendo ascolto e un confronto su tre punti principali: Mezzogiorno, sicurezza sociale e democrazia. La richiesta verrà poi accolta, e vi saranno incontri con Francesco Boccia (ministro per gli affari regionali) e Giuseppe Provenzano (ministro per il Sud e la coesione territoriale). Il 4 febbraio un post sul profilo Facebook delle Sardine annunciò una nuova fase per il movimento, con la volontà, tra le altre cose, di rafforzare e coordinare i gruppi locali (anche con incontri di formazione), la creazione di un gruppo centrale per la comunicazione online, una prossima assemblea nazionale del movimento e nuove iniziative su nuovi temi, come il problema dei cassintegrati Whirlpool e Novolegno..
Tale processo venne tuttavia interrotto dallo scoppio della pandemia di COVID-19, che obbligò il movimento a sospendere qualsiasi attività in presenza, dovendosi limitare alla dimensione digitale.. Il movimento patì questo momento: da un lato perché - pur usando ampiamente gli strumenti digitali - aveva basato la propria intera attività sulla dimensione fisica; dall'altro perché lo stesso tema del contrasto al populismo finì in secondo piano, così come entrò in crisi la macchina comunicativa di Matteo Salvini, nel momento in cui la crisi pandemica occupava l'intero spazio politico. La stessa comunicazione online in questo periodo si diradò.. Il 26 maggio 2020 il leader Mattia Santori annunciò tramite una lettera pubblica l'intenzione di prendersi una "pausa di riflessione". Vi è chi ha sostenuto che il movimento successivamente non si sia mai del tutto ripreso dalla crisi patita durante la pandemia, un fenomeno del resto comune a gran parte dei movimenti sociali attivi nel mondo allo scoppio della pandemia.