Un tempio confuciano o tempio di Confucio (zh. ) è un tempio per la venerazione di Confucio e dei saggi e filosofi del confucianesimo nella religione popolare cinese e in altre religioni dell'Asia orientale. In passato fungeva anche da istituto per la gestione ed organizzazione degli esami imperiali necessari alla selezione dei mandarini in Cina, Corea, Giappone e Vietnam. Spesso pertanto questi templi ospitavano scuole e altre strutture di studio.

Nel grande tempio confuciano di Qufu, nella provincia di Shandong, luogo di nascita di Confucio, si trova una statua dell'antico educatore e filosofo cinese alta 72 metri, realizzata in ottone e rinforzata con acciaio.

Nomenclatura I templi confuciani sono conosciuti con una varietà di nomi in tutto l'areale di diffusione estremorientale che coinvolse il Confucianesimo. I due templi più grandi, a Qufu e Pechino, sono i per antonomasia. Altri nomi possono essere o . Molto diffuso al di fuori della Cina è , es. in Vietnam (vi. 文廟, Văn Miếu), Corea (ko. 문묘, 文廟, Munmyo) ed Indonesia (id. Boen bio), o "Tempio del Saggio Letterato" (vi. 文聖廟, Văn Thánh Miếu). Nella Cina meridionale, paradossalmente, i "Templi della letteratura" onorano Wenchang Wang, una divinità separata associata allo studioso Zhang Yazi. In Giappone, sono solitamente conosciuti come "Templi/Aule del Saggio", rispettivamente jp. 聖廟, Seibyō o 聖堂, Seidō.

Storia Lo sviluppo di templi di committenza statale dedicati al culto del filosofo Confucio (551–479 a.C.) fu il risultato della sua graduale canonizzazione. Osteggiato ai primordi dell'Impero cinese dal primo imperatore Qin Shi Huang (r. 221–210 a.C.), il Confucianesimo iniziò a godere del supporto governativo a partire dalla successiva dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.). Anzitutto, nel 195 a.C., Han Gao Zu (r. 206–195 a.C.), fondatore della dinastia, offrì un sacrificio allo spirito di Confucio presso la sua tomba a Qufu (nello Shandong). Fu poi il vigoroso Han Wudi (r. 141–87 a.C.) a fare del confucianesimo la filosofia di stato ed a varare le che gettarono le basi per un impero centralizzato, dipendente non più dalla nobiltà ma dai burocrati (c.d. funzionari-letterati) da formarsi proprio grazie allo studio dei Classici confuciani. I sacrifici allo spirito di Confucio e a quello di Yan Hui, il suo discepolo più importante, iniziarono nell'Università Imperiale, il Biyong, entro l'anno 241, vent'anni dopo la caduta della dinastia Han.

Nel 454, la dinastia Liu Song (420–479), una della effimere Dinastie del Nord e del Sud (420–589) costruì un importante tempio in onore di Confucio. Nel 489, i Wei settentrionali (386–584) fecero lo stesso nella loro capitale, erigendo per la prima volta un tempio in onore di Confucio a nord della di lui natia Qufu. Nel 630, la dinastia Tang (618–907), vigorosa promotrice di una renovatio imperii sinica, decretò che le scuole in tutte le province e contee del riunito impero dovessero avere un tempio confuciano, promuovendone così la diffusione in tutta la Cina. I santuari confuciani più famosi includono il tempio a Jianshui, quello a Xi'an (l'attuale Foresta di Stele), il Tempio del Maestro ricostruito a Nanchino dai Song (960–1279) accanto ad una delle più vecchie istituzioni scolastiche del paese. e il Tempio confuciano di Pechino, costruito nel 1302 sotto la dinastia Yuan (1271–1368). Il tempio confuciano della vecchia Tianjin si trova a Dongmennei Dajie, a breve distanza a ovest della Via della Cultura Tradizionale (Gu Wenhua Jie): esteso su 32 acri di terreno, è il più grande complesso architettonico tradizionale esistente a Tianjin.

L'erigenda del tempio confuciano si legò, in talune città, a precisi momenti della loro vita politica. In quanto simbolo della burocrazia centralizzata imperiale nonché sede fisica di svolgimento degli esami imperiali (per la provincia) il tempio era pregno di significati socio-politici. Così, la fondazione a Suzhou del tempio confuciano con annesso edificio scolastico segnò l'avvio della scolarizzazione nazionale ad opera dei Song,. mentre la fondazione a Shanghai del tempio confuciano, per opera degli Yuan, coincise con la trasformazione della città, allora un agglomerato di villaggi di pescatori presso cui i Song avevano costruito una guarnigione fortificata, a sede di contea.

Il tempio di Confucio più grande e più antico si trova nella città natale del filosofo, Qufu. Il grande tempio di Confucio fu fondato nel 479 a.C., un anno dopo la morte del filosofo, per ordine del duca Ai di Lu che volle fare della residenza del defunto un tempio-mausoleo. Ampliato ripetutamente in due millenni di storia, divenne l'enorme complesso attuale (tra i più grandi della Cina): copre un'area di 16.000 mq organizzati in nove cortili dislocati lungo un asse di 1,3 km e conta un totale di 460 stanze; riprogettato massicciamente dopo un devastante incendio del 1499, cioè poco dopo la costruzione della Città Proibita durante la dinastia Ming (1368–1644), la sua architettura somiglia molto a quella del complesso palaziale di Pechino. É oggi parte del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

In Cina, il secondo tempio per dimensioni è quello di Pechino, costruito nel 1302 per volontà Temür Khan (imperatore Chengzong di Yuan, r. 1294-1307) accanto all'Accademia imperiale, il Guozijian di Pechino (zh. ). Ampliato sia dai Ming sia dai Qing (1644–1912), copre oggi un'area di 20.000 mq e comprende quattro cortili.

Oltre ai templi confuciani associati al culto statale di Confucio, c'erano anche templi ancestrali appartenenti al lignaggio Kong, edifici che commemoravano le gesta di Confucio in tutta la Cina e templi privati all'interno delle accademie.

Struttura

Come anticipato, ai Tang si dovette l'erigenda dei templi confuciani nelle scuole prefettizie e di contea dell'impero: erano realizzati davanti o su un lato dell'edificio scolastico.. Partendo dalla matrice architettonica costituita dal tempio di Qufu, sistematicamente ampliato e ristrutturato nel corso della storia della Cina, i templi confuciani si sono sviluppati seguendo uno schema ben definito.

L'ingresso ufficiale del tempio è la Porta Lingxing (zh. ): come spesso accade nei templi cinesi, quest'ingresso può essere una struttura architettonicamente molto importante, a volte un edificio d'ingresso verso e proprio a volte una struttura celebrativa rassomigliante l'arco trionfale occidentale, il paifang. Varcata la Porta Lingxing, s'incontrano solitamente tre cortili, a volte solo due. Il grande tempio di Qufu, come anticipato, ha nove cortili con centinaia di stele commemoranti le visite e concessioni imperiali di titoli nobiliari ai discendenti di Confucio. L'edificio principale di un tempio confuciano, situato nel cortile interno cui si accede dal Dachengmen (zh. ), è chiamato Dachengdian (zh. ), variamente tradotto come "Sala del Grande Conseguimento", "Sala del Grande Completamento" o "Sala della Grande Perfezione". Nella Cina imperiale, questa sala ospitava le tavolette degli spiriti (zh. ) in onore di Confucio e d'altri importanti saggi (zh. ) e/o uomini degni (zh. ). Di fronte al Dachengdian di Qufu c'è il Padiglione delle albicocche o Xingtan (zh. ). Altro edificio importante, dietro il principale, è il Santuario dell'Adorazione del Saggio (zh. ) che onora gli antenati di Confucio e i padri dei e dei (v.si Culto).

A differenza dei templi taoisti o buddisti, i templi confuciani normalmente non hanno effigi del filosofo e dei notabili del credo. Nei primi anni, pare che nel grande tempio di Qufu gli spiriti di Confucio e dei suoi discepoli fossero onorati con pitture murali e statue (d'argilla o legno) ed anche altri templi di committenza statale contenevano immagini di Confucio. Tuttavia, tale pratica era contestata, poiché intesa come imitazione delle pratiche "barbare" del buddhismo e perché lo scopo dei templi di fondazione imperiale era onorare gli insegnamenti del filosofo e non la sua persona.

La mancanza di somiglianza nelle statue di Confucio spinse per primo l'imperatore Hongwu di Ming (r. 1368–1398) ad un approccio iconoclasta: decretò pertanto che in tutti i nuovi templi confuciani dovessero esserci solo tavolette degli spiriti, nessuna effigie consentita! Nel 1530, regnante Jiajing di Ming (r. 1521–1567), accanito persecutore del buddhismo, fu deciso, per le sopracitate ragioni, che tutte le immagini esistenti di Confucio fossero sostituite con tavolette degli spiriti nei templi imperiali della capitale e in altri luoghi pubblici. Nonostante quest'iconoclastia confuciana promossa dai Ming, oggi molti templi confuciani espongono statue del Filosofo e dei suoi discepoli che comunque, a discapito degli editti imperiali, persistettero sempre nei templi direttamente gestiti dalla famiglia di Confucio, tra tutti proprio il grande tempio di Qufu!

Culto

Il culto di Confucio era incentrato sull'offerta di sacrifici/libagioni in onore dello spirito del filosofo da officiarsi all'interno del tempio a lui dedicato. In epoca Tang era ormai prassi diffusa anche la venerazione dei discepoli confuciani, fond. i Quattro Saggi ed i Dodici Filosofi.

Il sacrificio in onore di Confucio prevedeva la mattanza d'un bue, ventidue pecore e ventidue maiali, poi oggetto d'un banchetto cerimoniale cui partecipavano i vari mandarini presenti alla celebrazione. Era anche eseguita una danza rituale, conosciuta come , composta da otto colonne di otto ballerini ciascuna. In origine si trattava di una danza a sei file, come quella concessa all'aristocrazia ma nel 1477, l'imperatore Chenghua di Ming (r. 1464–1487), già patrono d'una ristrutturazione del grande tempio di Qufu nel 1468, concesse a Confucio l'onore imperiale della danza a otto file poiché gli riconobbero il titolo postumo di re. I musicisti che accompagnavano questa danza suonavano una forma di musica chiamata yayue.

Come anticipato, oltre all'adorazione di Confucio, i templi confuciani onorano anche le eminenti figure del movimento da lui tramandato: i Quattro Saggi; i Dodici Filosofi; e altri discepoli e/o studiosi confuciani distintisi nel corso della storia della Cina. Composizione e numero delle figure venerate sono pertanto mutati e cresciuti nel tempo. Poiché i templi erano una dichiarazione dell'ortodossia confuciana, la questione di quali confuciani consacrare generò, com'era inevitabile, anche delle aspre controversie.

Nel XX secolo si contavano complessivamente 162 figure venerate nei templi confuciani (v.si anche Discepoli di Confucio): i Quattro Saggi sono Yan Hui, Zengzi, Zisi e Mencio; i Dodici Filosofi sono Min Sun (Ziqian), Ran Geng (Boniu), Ran Yong (Zhonggong), Zai Yu (Ziwo), Zi-gong, Ran You, Zi-Lu, Zi-You, Zi-Xia, Zi-Zhang, Tu Ruo e Zhu Xi.

Templi confuciani al di fuori della Cina continentale Dopo la riformulazione del Neoconfucianesimo (zh. o ) da parte di Zhu Xi (1130–1200), Wang Yangming e altri neoconfuciani, il confucianesimo diventò religione di Stato anche in Corea e in Giappone. Furono allora costruiti templi confuciani in Corea e Giappone ma anche nel Sud-est asiatico, anzitutto nel nord del Vietnam ma anche negli snodi commerciali della rotta delle spezie nell'Insulindia (es. Malacca) ove la presenza d'immigrati, mercanti e non, cinesi fu fortissima dai Tang in avanti. A partire dal XVIII secolo, alcuni templi confuciani furono costruiti anche in Europa e nelle Americhe da immigrati cinesi. Al loro apice, si stima che esistessero oltre 3.000 templi confuciani sparsi nel mondo.

Corea

A causa della sua collocazione geografica, la Corea è stata a lungo influenzata dalla Cina, il grande vicino dell'ovest. L'influenza del buddhismo nel sistema educativo, morale e politico coreano fu la prima grande importazione intellettuale; il confucianesimo arrivò dalla Cina in Corea nel periodo dei Tre Regni insieme all'insegnamento buddhista.