Larcidiocesi di Palermo () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2023 contava 875.800 battezzati su 919.000 abitanti. È retta dall'arcivescovo Corrado Lorefice.
Santi Patroni Patrona primaria dell'arcidiocesi è l'Immacolata Concezione.
Patrono secondario dell'arcidiocesi è San Mamiliano, vescovo di Palermo dal 455 al 460.
Santi, beati, venerabili e servi di Dio dell'arcidiocesi San Sergio I. Sant'Agatone. Santa Rosalia da Palermo (cittadina e patrona principale della città). Santa Ninfa da Palermo. Sant'Oliva da Palermo. Sant'Agata da Palermo. San Cosma da Palermo. San Nicasio Burgio da Caccamo. San Toctista da Caccamo. San Mamiliano vescovo. Sant'Elia da Palermo. San Filarete da Palermo. San Vitale da Castronovo. San Giovanni Terista da Palermo. Santa Marina da Termini Imerese. Sant'Eustozio da Palermo. San Proculo da Palermo. San Golbudeo da Palermo. Sant' Alessandro di Sicilia (Palermitano), martire. Maria di Gesù, Carolina Santocanale. Beati 20 Mercedari di Palermo Confessori e vittime della Carità. Beato Agostino Novello da Termini Imerese. Beato Giovanni Liccio da Caccamo. Beato Giuliano Mayali, monaco benedettino. Beato Giacomo Cusmano da Palermo. Beato Atanasio Chiaramonte, abate basiliano e patriarca di Alessandria. Beato Pietro Geremia da Palermo. Beato Giovanni Butta (o Bucca), francescano Beato Lorenzo da Palermo, francescano. Beato Benigno Romano. Beato Vincenzo Salanitro da Ciminna (Pa). Beata Elisabetta Amodei, terziaria francescana dei Baroni di Vallelunga. Beato Giuseppe Benedetto Dusmet da Palermo, cardinale arcivescovo. Beato Giuseppe (Pino) Puglisi da Palermo, sacerdote e martire. Venerabile Maddalena Battaglia da Termini Imerese. Venerabile Suor Febbronia Ferdinanda Anzalone di Gesù da Caccamo. Venerabile Maria Chiara Magro da Palermo. Venerabile Pietro Di Vitale da Castronovo di Sicilia. Venerabile Suor Vincenza Cusmano da Palermo. Venerabile Madre Maria Antonia Lalia del Sacro Cuore di Gesù. Venerabile Suor Carmela di Gesù, Francesca Paolo Prestigiacomo. Venerabile Maria Carmelina Leone da Palermo. Venerabile Maria Chiara Magro da Palermo. Venerabile Giovanni Battista Arista da Palermo. Venerabile Francesco Paolo Gravina da Palermo. Venerabile Giovanni da Palermo sacerdote francescano. Servo di Dio sacerdote Don Vittorio Salmeri. Servo di Dio sacerdote Giovanni Battista Sidoti, martire. Servo di Dio don Nunzio Russo da Palermo. Servo di Dio fra Giuseppe Maria da Palermo. Serva di Dio suor Maria Dolores Di Majo da Palermo. Servo di Dio padre Giovanni Messina da Palermo.
Territorio L'arcidiocesi comprende 28 comuni della città metropolitana di Palermo: Palermo (escluse le parrocchie di Sant'Antonio di Padova, San Gioacchino, Maria Santissima Addolorata e Santa Maria La Reale che fanno parte dell'arcidiocesi di Monreale, e la parrocchia di San Nicolò dei Greci alla Martorana che fa parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi), Altavilla Milicia, Bagheria, Baucina, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Casteldaccia, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Cerda, Ciminna, Ficarazzi, Godrano, Lercara Friddi, Marineo, Misilmeri, Roccapalumba, Santa Flavia, Sciara, Termini Imerese, Trabia, Ustica, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villabate, Villafrati e la parrocchia di San Martino delle Scale di Monreale.
Sede arcivescovile è la città di Palermo, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine.
Il territorio è suddiviso in 178 parrocchie.
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Palermo comprende le seguenti suffraganee: arcidiocesi di Monreale; diocesi di Cefalù; diocesi di Mazara del Vallo; diocesi di Trapani.
Storia La diocesi è stata eretta nel I secolo. Secondo la tradizione il primo vescovo fu inviato da san Pietro. La prima menzione storica della sede di Palermo fa riferimento ad una lettera di papa Leone I, datata 442/443, scritta al vescovo Pascasino di Lilibeo, che fu portata in Sicilia da un «Silanus diaconus Panormitanae ecclesiae», cioè da "Silano diacono della Chiesa di Palermo".
Durante l'occupazione araba, non vi furono vescovi di Palermo; a metà dell'XI secolo Palermo fu elevata al rango di sede metropolitana. Nel 1049 il papa elesse arcivescovo Umberto di Silva Candida, cui i Normanni non concessero di sbarcare in Sicilia. La successione episcopale riprenderà solo nel 1065 con l'arcivescovo Nicodemo.
Nel 1176 l'arcidiocesi cedette il territorio di Corleone all'arcidiocesi di Monreale.
Il 7 luglio 1775 papa Pio VI su richiesta di Ferdinando III di Sicilia, in forza del breve Apostolici suscepti, unì aeque principaliter l'arcidiocesi di Palermo a quella di Monreale.
L'unione ebbe termine il 2 marzo 1802 quando papa Pio VII con la bolla Imbecillitas humanae mentis ripristinò Monreale come sede metropolitana indipendente.
Il 20 maggio 1844 per effetto della bolla In suprema di papa Gregorio XVI l'arcidiocesi si estese a Cerda e a Castronovo di Sicilia, in passato sotto la giurisdizione rispettivamente delle diocesi di Cefalù e Agrigento. Bolla In suprema, in Collezione degli atti emanati dopo la pubblicazione del Concordato dell'anno 1818, parte X, Napoli, 1847, pp. 122–14
Dopo la frattura tra Chiesa e Stato con la presa di Porta Pia del 20 settembre 1870, la Santa Sede rifiutò di concordare le nomine dei vescovi e tra il 1871 e il 1872 procedette a nomine unilaterali per le diocesi siciliane, scegliendo per Palermo il vescovo di Patti Michelangelo Celesia. Fino al 1879 non ricevette l'exequatur e pertanto aveva ricevuto l'ingiunzione di lasciare il palazzo arcivescovile. Un'eventuale resistenza avrebbe potuto comportare non solo l'uso della forza, ma anche l'allontanamento coatto dalla diocesi e l'affidamento della diocesi a un vicario capitolare.Gaetano Zito, L'arcivescovo Guarino, la Santa Sede e le Chiese di Sicilia. Nomine vescovili tra regio patronato ed exequatur, in Il cardinale Giuseppe Guarino e il suo tempo. Chiesa, movimenti, istituzioni civili nella Sicilia di fine Ottocento, a cura di Cesare Megazzù e Giovan Giuseppe Mellusi, Atti del Convegno di studi, Messina 16-17 marzo 2012, Messina, 2013, pp. 257-260, 271-272, ISBN 978-88-87617-56-6
Dal 4 all'8 settembre 1924 Palermo ospitò l'ottavo Congresso eucaristico nazionale italiano, a cui intervenne come legato pontificio il cardinale Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte.
Il 26 ottobre 1937 le parrocchie di rito bizantino sono state cedute a vantaggio dell'erezione dell'eparchia di Piana degli Albanesi.
L'8 luglio 1960 furono cedute all'eparchia di Piana degli Albanesi anche le parrocchie di rito romano dei comuni di Mezzojuso, Contessa Entellina e Palazzo Adriano.
Dal 2005, l'arcidiocesi di Palermo è "gemellata" con la diocesi di Rottenburg-Stoccarda.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Teodoro I ? † (125)La tradizione erudita ha posto come primo vescovo palermitano Teodoro, assegnato all'anno 125 (Pirri, Sicilia sacra, vol. I, col. 10), ricavandone il nome dal Praedestinatus, opera anonima della metà del V secolo, in cui si racconta che Eracleone (120-180 ca.), discepolo dello gnostico Valentino, iniziò a predicare in Sicilia, dove trovò la ferma opposizione dei vescovi Eustachio di Lilibeo e Teodoro di Palermo, che lo denunciarono a papa Alessandro I (105-115). Il racconto è ritenuto «totalmente destituito di fondamento storico, presenta grossolani anacronismi e la poco probabile presenza di vescovi a Palermo e Lilibeo agli inizi del II secolo, nonché l'ingerenza dei vescovi occidentali all'interno di un'eresia gnostica greco-orientale» (Gelarda, p. 69). Anonimo ? † (297)Vescovo menzionato nella cronotassi riportata dal sito web dell'arcidiocesi di Palermo, ma assente in Pirri e nelle altre fonti citate. Nel periodo compreso tra il 297 e il 310, Pirri pone il primo dei due vescovi di nome Mamiliano che inserisce nella sua cronotassi (Sicilia sacra, I, coll. 13-14); è presumibile che i due anonimi facciano riferimento al predecessore e al successore di Mamiliano. Anonimo ? † (310) Anonimo † (prima di ottobre 447)Una lettera di papa Leone I del mese di ottobre del 447, ritenuta spuria da alcuni autori, menziona due anonimi vescovi di Palermo: il vescovo in carica, da poco tempo eletto sulla cattedra siciliana, e il predecessore, accusato di aver dilapidato i beni della Chiesa palermitana. Pirri (Sicilia sacra, vol. I, col. 15) assegna il secondo anonimo all'anno 432 circa, altri autori all'anno 444, benché l'epistola di Leone I non riporti alcuna datazione in merito; il vescovo in carica a ottobre 447 è invece chiamato Teobaldo, ma lo stesso Pirri riconosce che non è possibile documentare la provenienza di questo nome, che Lanzoni (p. 649) ritiene «altamente sospetto». Gelarda, Palermo paleocristiana, p. 71. Anonimo (Teobaldo I ?) † (menzionato nell'ottobre 447) Graziano I ? † (451)Secondo le tradizionali cronotassi palermitane (Rocco Pirri, Sicilia sacra, vol. I, col. 15; Gams, p. 951), il vescovo Graziano avrebbe sottoscritto gli atti del concilio di Calcedonia. Tuttavia, secondo l'edizione critica degli atti del concilio calcedonense, nessun vescovo con questo nome vi prese parte, se si eccettua Gratidianos, chiamato Gratianos in alcuni manoscritti, che però fu vescovo di Cerasonte nel Ponto Polemoniaco; negli atti conciliari si trova invece il vescovo Cratino, che alcuni manoscritti scrivono Cratianos, che fu vescovo di Panormos, città della provincia romana di Licia, confusa con la città siciliana. Concilium universale Chalcedonense. Volumen sextum, prosopographia et topografia, actorum calcedonensium et encycliorum indices, edidit Eduardus Schwartz, «Acta Conciliorum Oecumenicorum», II/6, Berlino-Lipsia 1938, pp. 17 (Gratidianos) e 39 (Cratinos). Sylvain Destephen, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire 3. Prosopographie du diocèse d'Asie (325-641), Paris, 2008, pp. 587-588.Gelarda (p. 71) ammette Graziano tra i vescovi palermitani, ma fonda la sua convinzione sull'edizione di Mansi, ignorando l'edizione critica degli atti del concilio calcedonense di Schwartz. San Mamiliano ? † (seconda metà del V secolo)Le varie biografie e vite di questo santo vescovo, considerato da alcuni eruditi il protovescovo della Chiesa palermitana, non permettono di stabilire con certezza il periodo in cui visse; a causa di numerosi anacronismi, in effetti alcune cronotassi (Pirri, Sicilia sacra, I, coll. 13 e 15) pongono due vescovi di nome Mamiliano: quello morto martire agli inizi del IV secolo e datato da Pirri tra il 297 e il 310; e quello vissuto sull'isola di Montecristo (o del Giglio) all'epoca del re vandalo Genserico († 477). Secondo Lanzoni «… i due Mamiliani sono assolutamente spurii… frutto delle leggende fantastiche che si occupano di san Mamiliano … che fu introdotto nel catalogo episcopale della città siciliana e nel XVII-XVIII secolo venne sdoppiato…».